#1000Gp: i miei preferiti Donington ’93 e Suzuka 2000

Mille gran premi sono un gran bel numero. Meritano più di un hashtag celebrativo #1000Gp. Meritano qualche racconto personale. Eccovi i miei Gp preferiti.

Difficile scegliere il migliore su #1000Gp, anzi 999 perché il millesimo lo vedremo domenica mattina. Ne scelgo due e non riesco a decidere quali dei due occupa più spazio nel mio cuore:

  • Gp d’Europa 1993 Ayrton Senna
  • Gp del Giappone 2000: Michael Schumacher

Il capolavoro di Ayrton

Era la domenica di Pasqua quell’11 aprile 1993 e a Donington la pioggia ti entrava sotto la cerata che avrebbe dovuto proteggermi. Per fortuna da qualche tempo avevo cominciato a portarmi dietro delle galosce, almeno per tenere asciutti i piedi. Scusate la parentesi personale… credo che il primo giro di quella gara sia il più bello della storia della Formula1. Senna è quarto alla partenza con più di 1″6 di distacco da Prost in pole con la Williams. Al via, combattendo con Schumacher, perde una posizione. Ma alla fine del primo giro sarà già in testa superando subito Schumacher e poi Wendlinger, Hill e Prost. Sull’asfalto bagnato con gomme scolpite, danzava con la sua McLaren mentre gli avversari sembravano camminare sul ghiaccio. Ayrton faceva sembrare tutto semplice.

Prost andò in confusione totale sotto la pioggia che andava e veniva e cambiò gomme sette volte, finendo sì sul podio, ma doppiato. Fu una dimostrazione di guida pazzesca con una McLaren Ford che non valeva la metà delle Williams Renault del Professore e di Hill… Una gara davvero indimenticabile.

Per Senna, ma anche per un ragazzo di Monza che oggi vive a Cuba: Fabrizio Barbazza che portò la sua Minardi al sesto posto, al primo punto della sua breve carriera in Formula 1. Anche lui guidò da maestro sotto la pioggia e ricordo bene l’emozione dei suoi occhi a fine gara.

Rileggendo l’elenco degli iscritti a quel Gp d’Europa trovo addirittura sei piloti italiani: Patrese (5° al traguardo), Zanardi, Alboreto, De Cesaris, Badoer e Barbazza. Bei tempi. Belle facce.

Il mondo di Schumi

L’altra gara del cuore è il Gp del Giappone dell’8 ottobre 2000. Una gara magica per i ferraristi di ogni nazionalità perchè dopo 21 anni di digiuno consegnò il titolo piloti a Maranello. Una gara tutt’altro che semplice perché Hakkinen non era un avversario facile da piegare. Sopratutto se Michael ancora una volta si inceppa sul rettilineo (in discesa) di Suzuka nel momento del via (come un anno prima quando in lotta per il titolo c’era Irvine).

Per diventare campione Schumacher doveva finire davanti all’avversario su cui aveva recuperato vincendo a Monza e a Indianapolis e volando in testa al campionato con 8 punti di vantaggio. Hakkinen resta in testa fino al primo stop e anche dopo. E’ al secondo cambio gomme che la Ferrari ritarda sulla McLaren che va in onda il sorpasso decisivo e definitivo. Michael è stato perfetto nei giri in più in cui è rimasto in pista dopo lo stop di Hakkinen. Il resto lo ha fatto il box Ferrari.

Questi sono due gran premi, due giorni che non dimenticherò, come il prmo maggio 1994, un giorno che mi piacerebbe cancellare dalla memoria. Il peggiore della mia carriera giornalistica.

Ma adesso tocca a voi: quali sono stati i vostri Gp preferiti tra i 999 corsi fin qui?

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

3 Comments

  1. Brasile 1989: da tifoso di Mansell già vederlo sulla Rossa n° 27 fu di per sé, bellissimo, la vittoria al debutto, poi, fu emozione vera.
    La seconda fu il GP d’Italia del 1996, sembrava quasi proibito sperare che su una pista come Monza la Ferrari ce la potesse fare, e invece…

    1. Grande scelta, grazie Maurizio. Ricordo bene..

  2. Buonasera a tutti. Ho un felice ricordo dei GP di quando ero bambino, soprattutto quando accadevano imprevisti con piloti che ho tifato. Per non ripetere i GP giustamente citati, io ricordo Canada 1991 con vittoria di Piquet (ultima della sua carriera) all’ultimo giro (Mansell aveva finito la benzina) sulla meravigliosa B191 Ford V8 di Barnard. Poi Australia 1994 in cui il rientrante 41-enne Mansell fece pole position e vittoria (anche per lui ultima), un vero leone!

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