La Ferrari corre veloce anche sul mercato

L’anno della Ferrari non è cominciato bene. E’ cominciato benissimo. Non parlo dei risultati in pista (buoni, ma non buonissimi) ma di quanto recitano i dati economici relativi al primo trimestre 2018

Dati sintetizzabili così:

• Consegne totali pari a 2.128 unità, in aumento di 125 unità (+6,2%)

• Ricavi netti pari a Euro 831 milioni, in aumento dell’1,3% (+6,3% a cambi costanti)

• EBITDA pari a Euro 272 milioni, con un margine che si colloca al 32,8%

• EBIT pari a Euro 210 milioni, con un incremento del margine di 370 pbs al 25,3%

• L’utile netto è aumentato del 19,4% a Euro 149 milioni

• L’indebitamento industriale netto è in calo di Euro 60 milioni a Euro 413 milioni (Euro 383 milioni escluso il riacquisto di azioni proprie)

• Capital Market Day nella prima metà di settembre 2018

Aspettando la Portofino (le cui consegne non sono ancora partite) e soprattutto le Ferrari che verranno. Il Fuv, il Ferrari Utility Vehicle e la Ferrari a emissioni zero (ma prima ci sarà l’ibridizzazione). Il target 2018 è di superare le 9.000 auto consegnate un numero che si avvicina sempre più alle 10 mila unità.

L’importante è che la Ferrari resti un oggetto del desiderio e non soltanto per il prezzo di listino. E’ sempre stato un credo di Enzo Ferrari e dei suoi successori. Ma credo che anche Marchionne la pensi così.

Ieri in Borsa il titolo di Maranello ha chiuso a 105,75 euro con un + 3,70%. In un anno è cresciuto di oltre il 53% con un 8% solo nell’ultimo mese.

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