In Spagna Ferrari obbligata a vincere

A questo punto del Mondiale in testa dovrebbe esserci Vettel e non Hamilton. Sarebbe lo specchio giusto dei valore espressi in pista. I guai di Seb in Cina e a Baku hanno invece riprodotto un’immagine distorta e ora in testa al campionato, anche se con 4 soli punti di vantaggio, c’è Hamilton, l’Hamilton più sotto tono degli ultimi anni (a parte la qualifica australiana). La Ferrari si è sorprendentemente rivelata la monoposto più completa in pista. Ha approfittato della situazione nelle prime gare, ma poi non è riuscita a concretizzare la sua superiorità nelle ultime due.

Ecco perché per Maranello adesso diventa fondamentale andare a vincere a Barcellona. Per stoppare subito la rinascita di Hamilton ed evitare che entri pesantemente in gioco anche la Red Bull dei litiganti Ricciardo e Verstappen.

In qualifica a Barcellona il dominio Mercedes è stato schiacciante fin dall’inizio dell’era ibrida. Nel 2014 gli avversari sono rimasti a oltre un secondo dalla pole, nel 2014 il gap è sceso a 0″777, nel 2015 si è abbassato a 0″680, poi finalmente lo scorso anno Sebastian Vettel ha portato la Ferrari a 0″051, diventando il primo pilota non Mercedes a partire dalla prima fila sulla pista catalana, la più conosciuta da team e piloti perché teatro degli unici test invernali previsti.

Le statistiche raccontano che in 24 dei 27 gran premi catalani, la vittoria è arrivata per chi partiva in prima fila (89%), la percentuale più alta di ogni circuito in calendario da almeno 10 anni. Chi partiva in pole ha vinto 20 volte su 27… Un dato che sottolinea come sia difficile sorpassare su questa pista.

Le squadre presenteranno le prime grandi novità della stagione. La Ferrari ad esempio monta gli specchietti sull’Halo come consentito dal regolamento appena rimodellato. Lo vedete nella foto qui sotto in arrivo da Autosport

FerrariHaloAutosport

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2 pensieri riguardo “In Spagna Ferrari obbligata a vincere

  1. Esimio Zapelloni , capisco il tifo, ma quel DOVREBBE …..
    I guai ci sono per tutti. Vogliamo tener conto anche delle virtual safety car e dei sacrifici umani ordinati dal muretto Ferrari ?
    Se lo sport , sia F1 piuttosto che calcio o altro , fosse una scienza esatta dove vince sempre e comunque il piu’ forte…..non lo seguirebbe piu’ nessuno.
    Saluti

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