Volanti che passione: così si guida la Mercedes di Hamilton

Mercedes volante ieri e oggi
Mercedes, il volante del passato e quello di oggi

La Mercedes, sul suo sito dedicato alla stampa ci ha regalato un interessantissimo articolo sui volanti di ieri e di oggi. Come sono cambiati? Quante funzioni contengono? Quanto vengono usati quei pulsantini ogni giro? E se non vi bastasse il Museo Nicolis ha appena inaugurato una bella mostra sul tema… Intanto ecco a voi le risposte by Toto Wolff.

Quali sono le funzioni principali di un volante di F1?
“Oltre alla guida, il volante di F1 serve a molti scopi. Dietro alla corona ci sono i paddle del cambio e della frizione, che servono a far muovere la macchina, ma il volante è anche un centro di informazione e di comunicazione. Il pilota può accedere ai dati che ritiene cruciali sul display centrale: può leggere il regime di giri del motore, gli intertempi sul giro e le informazioni che arrivano dai sensori, come ad esempio le temperature degli pneumatici”.

“Il pilota può confermare al team che sta entrando ai box con la semplice pressione di un pulsante che attiva la radio. Un totale di 25 luci a LED sulla parte superiore della corona informano il pilota di situazioni diverse: dal punto di cambiata, a una segnalazione delle bandiere in pista”.

“Il volante è utilizzato anche per modificare il setup della monoposto: si può cambiare la ripartizione della frenata o regolare il differenziale (la quantità di trasferimento di coppia tra le ruote posteriori). Anche le impostazioni nella gestione del motore, come l’importantissima modalità strategica, che determinano come viene rilasciata la potenza dalla power unit, sono selezionate sul volante”.

Cosa succede se si tocca un bottone per sbaglio?
“Una F1 è soggetta a violente accelerazioni e forti vibrazioni, per cui non è certo nella condizione ideale per regolare piccoli pulsanti su un volante. Per rendere la cosa ancora più difficile, i piloti devono effettuare le modifiche indossando i guanti ignifughi”.

“Per evitare di urtare accidentalmente un pulsante, il nostro team ha installato dei piccoli anelli di plastica attorno a certi comandi. Queste “guardie” possono cambiare da gara a gara. Sono particolarmente importanti nelle curve strette come il tornante di Monte Carlo, quando i piloti incrociano le braccia. Inoltre usiamo pulsanti ad alta affidabilità che vengono utilizzati sugli aerei, che richiedono una certa forza tattile: il conduttore, quindi, sente un clic quando preme un pulsante con i guanti”.

Volante Mercedes
Il volante Mercedes di Hamilton e Bottas

Quanti interventi fa un pilota in un giro a Silverstone?
“La quantità e il tipo di regolazioni che un pilota esegue variano sia dal tipo di circuito che dal tipo di sessione in pista. Diciamo che in un “normale” giro di pista a Silverstone, un pilota di solito fa circa 40 cambi di marcia (la sequenza più rapida in circa 1”2 secondi per cinque scalate dalla ottava marcia alla terza), due regolazioni della ripartizione di frenata, e due cambi di pagina e tre regolazioni del differenziale. Tutto questo, ovviamente, mentre si guida al limite in pista!”.

Quante sone le regolazioni possibili?
“Ci sono 16 pulsanti, 6 rotelle graduate e 3 manettini sul volante, oltre alle leve di cambio e frizione. Ciò significa che ci sono centinaia di milioni di potenziali combinazioni. Ma i nostri piloti non le devono provare tutte…”.

I piloti sono coinvolti nella definizione del volante?
“Il volante è progettato con il diretto coinvolgimento dei piloti sia per definire l’ergonomia e la forma della corona, sia per le impugnature. La struttura in carbonio è un componente che dura fino a due anni”.

“Se si dovesse sperimentare un nuovo volante, il team preparerà un certo numero di prototipi e li porterà in pista affinché i piloti possano provarli nelle prove libere del venerdì. Durante la stagione, il team può cambiare le impugnature, i pulsanti e il layout degli interruttori in base alle singole esigenze del pilota e del tipo di pista”.

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Quanto è importante l’ergonomia nel processo di progettazione?
“L’abitacolo di una monoposto di F1 è molto sacrificato, non c’è molto spazio nel cockpit. Quanto più grande è il volante, tanto minore sarà la distanza dalle ginocchia nella parte bassa o delle nocche della mano dai bordi della scocca”.

Quanto tempo ci vuole per costruire un volante?
“Il processo completo richiede circa 80 ore di lavoro, vale a dire circa due settimane. La maggior parte delle parti vengono costruite internamente, solo il display centrale è condiviso con tutti i team. Gli altri componenti come i circuiti stampati, lo sterzo, la copertura in carbonio, i connettori elettrici, vengono realizzati nella factorty di Brackley”.

“I materiali principali di un volante sono fibra di carbonio, fibra di vetro, titanio, silicio e rame. Nel corso di una stagione, ogni pilota utilizza da tre a quattro volanti. Nella progettazione sono coinvolti ingegneri meccanici, elettronici e tecnici specializzati in cablaggi”.

La mostra al Museo Nicolis

Al  Museo Nicolis di Villafranca è stata appena inaugurata #PassioneVolante, mostra dedicata ai volanti di Formula1 di ieri e di oggi,  raccolti nell’unica e inedita collezione di  Daniele Amaduzzi, uno dei grandi fotografi che frequentavano la Formula 1 negli anni d’oro, andatosene purtroppo troppo presto. Nell’arco di 20 e più anni aveva raccolto una collezione straordinaria di volanti, autografati dai protagonisti. Ora quella collezione fa parte del patrimonio del Museo Nicolis. Più di 100 pezzi autografati da famosi piloti e altri 30 volanti sport e granturismo. I volanti appartengono a personaggi come  Michael Schumacher, Ayrton Senna, Nigel Mansell, Alain Prost e Michele Alboreto.

#PassioneVolante
Museo Nicolis, #PassioneVolante
#PassioneVolante
Volanti in mostra al Museo Nicolis
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