Schumi 50, l’uomo dietro al campione

Schumacher e Corinna
Una bella immagine di Michael Schumacher e Corinna: si sono sposati nell’estate del 1995

Si avvicina il 50° compleanno di Michael Schumacher (3 gennaio) e questi sono i giorni dei ricordi. Solo Corinna, Gina Maria e Mick sanno se e come lo festeggerà, se potrà capire che è un giorno speciale anche per lui che da 5 anni vive isolato dal mondo. In quelle stesse ore al Museo Ferrari di Maranello si inaugurerà una mostra sul mito Schumi, giusto tributo all’uomo che ha vinto di più con il Cavallino e verrà rilasciata una nuova app (Leggi qui)

Non voglio ricordarvi le vittorie e le sconfitte di Schumacher. Per quello esistono Wikipedia e decine di siti statstici. Per festeggiare i suoi 50 anni cerco di pescare nella memoria qualche anneddoto, qualche parola raccolta in quasi vent’anni di frequentazioni, in migliaia di occasioni pubbliche e in quella decina di faccia a faccia che ho avuto occasione di fare negli anni, cominciando quando doveva ancora vincere il suo primo mondiale con la Benetton

Una o due volte a stagione capitava di aver accesso al grande Schumi quasi in privato. Interviste esclusive da condividere con un collega straniero. La Ferrari gestiva così il suo tesoro ed era impossibile fare altrimenti viste le migliaia di richieste che arrivavano ogni giorno a Maranello e a Sabine, prima collega giornalista, poi addetta stampa e oggi manager e anima della fondazione #Keepfighting

In quelle occasioni si potevano spegnere i motori per un po’. Parlare di quello che girava attorno al campione, cercare di far uscire dalla tuta l’uomo Schumacher. E anche se Michael ha sempre fatto della riservatezza la sua corazza, dopo anni di frequentazioni si lasciava andare soddisfando qualche curiosità.

Quando era ancora in Benetton, ma non era ancora campione del mondo ricordo che mi raccontò che aveva deciso di trasferirsi in Svizzera. Più che per motivi fiscali, per trovare un po’ di tranqullità. A Kerpen, dove vivevano i genitori, si sentiva ormai assediato. Troppa curiosità attorno. Troppa gente ad aspettarlo ogni volta che usciva di casa. “Mi sento osservato, quasi spiato. Ho bisogno di tranquillità quando non sono in pista”.

A Spa, dopo la sua seconda vittoria in Ferrari nel 1996, mentre parlava con noi italiani, mi squillò il telefono e gli dissi “Scusa Michael c’è qui qualcuno che vorrebbe farti i complimenti”. Era il presidente Montezemolo che voleva a tutti i costi abbracciare telefonicamente il suo campione. Michael sembrò sorpreso, ma non più di tanto. Il suo rapporto con il presidente era già speciale ancora prima di cominciare a vincere i mondiali.

Schumacher
Mugello, 16 febbraio 2001, mentre intervisto Michael Schumacher con la sua addetta stampa Sabine Kehm e una collega inglese

Suzuka 2000 rimane il giorno più bello della sua carriera di pilota, quello del primo mondiale con la Ferrari, del lungo digiuno interrotto. Lo ha raccontato in quei giorni, ma ha continuato a ripetelo anche dopo che i mondiali in Ferrari erano diventati 5. Ricordo un’intervista del febbraio 2001 al Mugello. Due giornalisti, Sabine la sua addetta stampa e Schumi. In una pausa dei test Ferrari ci chiese di metterci al sole in mezzo al paddock. “Voglio godermi un po’ questa temperatura e non stare chiuso nel box o sul pullman”. Affare fatto.

E quel giorno Schumi raccontò di come era maturato, di come il ragazzo aveva lasciato spazio all’uomo. “Sono e maturato come può cambiare e maturare un ragazzo tra i 22 e i 32 anni. Il mio carattere si è formato, mi sono sposato, sono diventato padre due volte. Non sono cambiato di 180 gradi, ma sono cambiato di sicuro”. Così tanto da raccontare come con i colleghi, soprattutto con il suo grande rivale dell’epoca Mika Hakkinen, parlava di figli, di pappe, di pannolini: “Ho dato a Mika due tre consigli su come cambiare i pannolini… siamo uomini anche noi, non possiamo parlare solo di corse”.

Proprio in quei giorni in tv in Italia passava lo spot della nuova Classe A Mercedes in cui Hakkinen e signora dell’epoca (ora è separato) recitavano insieme: “Io e Corinna non potremmo mai farlo. Corinna non vuole apparire, vuole salvaguardare il più possibile la sua privacy”. Sembrava strano detto da chi era appena apparso abbracciato alla moglie sulla copertina di una rivista tedesca: “Non si può dire sempre di no e poi quelle foto d’autore (firmate Michel Comte) le volevamo fare per mettercele in casa… e comunque le vendremo e il ricavato andrà in beneficenza. E poi lì mi si vede diverso, tenero, innamorato di Corinna”.

Michael era (è) anche questo. Sapeva essere tenero, umano, farsi vedere innamorato. Era padre da poco e aveva deciso di fermarsi a due figli per il momento, aveva voglia di vederli crescere. Oggi ne sarebbe orgoglioso. Come lo sarebbe dell’amore con cui ancora lo avvolge e lo protegge sua moglie Corinna che, romprendo il silenzio, oggi ha fatto scrivere sulla pagina Facebook di Micahel: “Lui è nelle migliori mani possibili e stiamo facendo tutto ciò che è umanamente possibile per aiutarlo. Vi chiediamo di rispettarw la nostra privacy per un argmento così delicato come la salute, cosa che ha sempre voluto anche Michael“.

#KeepFighting Michael

https://www.facebook.com/michaelschumacherofficial/

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