Il coraggio di Williams e Toro Rosso

Toro Rosso e Williams hanno presentato le loro monoposto 2019. Là dove una volta c’erano la Minardi e la Williams campione del mondo… I ruoli si sono quasi invertiti. Toro Rosso e lo junior team Red Bull, Williams una nobile decisamente decaduta con un richiamo irresistibile quest’anni: Robert Kubica.

La nuova Williams con i colori Rokit

La Williams cambia colore. Non più Martini Racing, ma Rokit, una compagnia di telecomunicazioni al posto di un celebre marchio corsaiolo italiano. Ci perde di sicuro in eleganza. Ma ci guadagna in coraggio perché avere affidato il volante a Robert Kubica e George Russell dà un senso alla nuova stagione, una stagione in cui la Williams festeggerà i 40 anni dalla prima vittoria.

Era il 14 luglio del 1979 a Silverstone, Clay Regazzoni regalò alla Williams la sua prima vittoria in Formula 1. Sono trascorsi quasi 40 anni e la Williams di vittorie ne ha contate 114 con 9 mondiali Costruttori e 7 piloti. Peccato che l’ultima doccia di champagne risalga al Gp di Spagna 2012 teatro della rocambolesca vittoria di Pastor Maldonado.

Curioso che la prima vittoria Williams sia del 14 luglio. Esattamente come quella della Ferrari (era il 1951). Tutte e due a Silverstone…

Russell è uno dei giovani più promettenti in circolazione, Kubica sappiamo bene chi è. Dopo aver ingaggiato per piloti paganti, la Williams torna all’antico, puntando sul talento di un giovane e di un ragazzo che ha una gran voglia di rivincita. Merita rispetto per la scelta.

La nuova Toro Rosso

A Faenza si è invece svelata la STR 14 motorizzata Honda. Ha preso il retro della Red Bull e ha cercato di costruirci sopra una vettura che avrà il compito di far scordare la delusione 2018 con il nono posto tra i Costruttori.

La stagione del rientrante Kvyat e del debuttante thailandese Albon dipenderanno molto dal motore Honda. C’è chi assicura che i giapponesi abbiano scavalcato Renault in quanto a potenza e affidabilità Vedremo.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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