#Valentino 40 anni e 10 motivi per amarlo

Valentino ieri, oggi e domani

Il 16 febbraio Valentino Rossi compie 40 anni ed è ancora in pista con la stessa voglia che aveva 383 gare e 89 vittorie fa. I suoi numeri sono pazzeschi: 232 podi in tutte le classi (196 in 500/MotoGp) e oltre 6 mila punti. Provo a celebrarlo inventandomi 10 motivi per amarlo:

  1. Guardatelo. Sono passati più di 20 anni dalla prima volta, ma negli occhi ha la stessa gioia di correre. Magnetico.
  2. E’ un esempio per tutti. Restare sulla cresta dell’onda per così tanto tempo non è normale. E’ da campionissimi. Merce rara. Mi fa venire in mente Schumacher, Federer, Buffon, Totti, Maldini, Zanetti. Ma solo lui e Schumi rischiavano (o rischiano) la vita correndo. Infinito.
  3. Metterci sempre l’anima. Anche quando sarebbe più facile starsene a casa a godersi il Ranch e l’ultima fidanzata. Passionale.
  4. Nove titoli mondiali e 89 vittorie. Fate un facile conto di quante volte il Dottore ci ha fatto sorridere. Riconoscenti (noi con lui).
  5. #IOSTOCONVALE in quel maledetto 2017 l’ho detto, ridetto e scritto. Quella è un’ingiustizia che non si dimentica. Vale meritava quel titolo e sarebbe ingiusto concludesse la carriera senza il decimo. Ingiustizia.
  6. Con lui non ci si annoia. Basta giardare i caschi che Drudi si inventa per lui ogni volta. Divertente.
  7. C’è ancora chi lo etichetta come “evasore” ricordando un episodio di cui non può andare fiero. Ma più che scusarsi, rompere con quel manager, pagare la multa che cosa poteva fare? Pentito.
  8. E’ uno che divide. Valentino o lo ami o lo odi, difficile che ti possa risultare indifferente. Solo i grandissimi (in tutti i campi) suscitano reazioni così diverse. Divisivo.
  9. E’ un campione extranazionale. Guardate in quanti circuiti del Mondiale, le tribune si colorano di giallo. Tutto il mondo (Spagna inclusa) gli vuole bene. Un vero italiano da esportazione. Internazionale.
  10. E’ interista. Ci vuole rispetto e buon cuore con chi è abituato a soffrire. Sportivo.

Su Vale leggi anche la bella lettera di auguri della Brembo https://topspeed.blog/2019/02/09/caro-valentino-ti-scrivo-il-nostro-amore-senza-freni/

Oppure il mio vecchio post sul paragone con Federer e Schumi, campioni infiniti http://topspeed.gazzetta.it/2018/01/28/federer-tra-schumacher-e-valentino/

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

3 commenti

  1. potrebbe cambiare l ultimo punto? magari con : ha portato la moto Gp nelle case di tutti, e sulle prime pagine dei giornali. l ha resa un evento mediatico (quando ho viaggiato per la prima volta a Newcastle, dove parlano Jordie , che non e’ propriamente inglese, le uniche due parole che ho capito del discorso del tassista sono state Valentino Rossi).
    e anche se lo si odia (ma esiste davvero qualcuno che lo odia?) , non si puo’ non riconoscerne il talento. io non sono un suo tifoso , ma tanto di cappello (anzi, di casco).
    ovviamente scherzo sull’ essere interista, non e’ un mio problema;)

    1. Comunque è vero di Valentino parlano nonni e nipoti è stato ed è un anello di congiunzione tra generazioni e tra popoli diversi

  2. Spassoso articolo che fa venire voglia di pagelline… Valentino davvero uno sportivo di cui andare orgogliosi. Qualche volta per abitudine diamo per scontato di vederlo lì in griglia, ci sembra quasi normale dopo oltre 20 anni, ma non è normale per niente! Assolutamente irripetibile! Tanti auguri a Valentino e godiamoci ogni sua gara!

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