8 luglio 1990: vittoria #Ferrari numero 100

L’8 luglio 1990 a Le Castellet la Ferrari festeggiava la vittoria numero 100 della sua storia. Alain Prost vince il Gp di Francia davanti a Ivan Capelli e ad Ayrton Senna con il quale era in lotta per il campionato.

Un tuffo nel cassetto della memoria per ricordare la gara più bella di Ivan Capelli, ma anche una delle domeniche più significative della storia Ferrari, una vittoria tonda tonda: la numero 100, ottenuta con la Ferrari 641/2 disegnata da John Barnard, finita poi nella collezione privata di Frank Williams che la chiese per liberare Jean Alesi.

Quel giorno in pole c’era l’altra Ferrari, quella di Nigel Mansell che però a Signes si lasciò sorprendere dalla McLaren di Berger, mentre Prost sprofondò addirittura la sesto posto, cominciando poi con un cambio gomme anticipato la sua rimonta vincente. In testa dopo Berger andarono Senna, Mansell (poi tradito dal motore), Patrese e Ivan Capelli con la Leython House del 27enne Adrian Newey. Vi rimase fino a tre giri dalla fine quando Prost lo andò a prendere…

Sembrava un mitacolo quello della verde Leython che ad esempio in Messico non era riuscita a qualificarsi. Qyel giorno Capelli volava… quella vettura era aerodinamicamente perfetta, ma era davvero estrema come tutti i progetti del giovane Newey.

Il direttore sportivo di quella Ferrari che rimase in lotta per il titolo fino a Suzuka (quando Senna eliminò poi Prost alla prima curva), era Cesare Fiorio che con un maggior appoggio presidenziale (il numero uno al tempo era Fusaro) nella gestione dei piloti, avrebbe probabilmente trasformato in un successo quell’avventura.

Per la Ferrari quella non fu una vittoria facile. L’auto aveva le prestazioni, ma mancava un po’ di affidabilità tanto che durante le qualifiche c’erano stati parecchi problemi elettronici. Prost prima della gara francese aveva già vinto in Brasile e Messico; Senna a Phoenix, Monaco e Montreal e dopo la Francia guidava con tre soli punti di vantaggio su Ayrton…

Bei tempi in fin dei conti. La Ferrari non vincerva il campionato dal 1979 e non avrebbe più vinto fino al 2000, ma in quegli anni almeno lottava per la vittoria fino in fondo.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 Comment

  1. Bellissimo ricordo.. grazie..

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