Addio a #Piech grande vecchio dell’auto tedesca che amava le italiane

È morto Ferdinand Piëch, l’ex grande capo del gruppo Volkswagen. Aveva 82 anni. Il decesso è avvenuto domenica sera in un ristorante della Baviera: a nulla è valso il ricovero immediato all’ospedale di Rosensheim. A darne notizia è stato il sito della “Bild”.

Piëch, nipote di Ferdinand Porsche, era uno dei grandi vecchi del mondo dell’auto, un personaggio gigantesco con un amore mai nascosto per le auto italiane. Al Salone di Francoforte o a quello di Ginevra lo si vedeva sempre gironzolare tra gli stand della concorrenza e fermarsi a lungo ad ammirare le Ferrari o le Alfa Romeo un marchio a cui fece anche la corte. In portafoglio si era comunque messo Lamborghini, Ducati e nell’ultimo periodo l’Italdesign di Giorgetto Giugiaro.

Ma collezionare grandi marchi era sempre stato un suo obbiettivo. Bentley, Bugatti e soprattutto Porsche dal 2012 sono finite nella sua rete… Entrato nel 1971 nel Gruppo Volkswagen come responsabile del settore tecnico, ha dato vita ha soluzioni diventate storiche come la trazione integrale Quattro per Audi.

Amministratore delegato del gruppo Volkswagen e, quindi, presidente del consiglio di sorveglianza,  aveva lasciato a fine aprile del 2015 (ruolo che ricopriva dal 2002), dopo una guerra aziendale interna contro l’allora amministratore delegato del gruppo Volkswagen, Martin Winterkorn, finito poi travolto dal dieselgate. Lo stesso scandalo che il grande vecchio aveva schivato per un soffio e che, successivamente, ha usato contro Winterkorn.

Piëch scompare un anno dopo Sergio Marchionne anche se a differenza del manager italiano era già fuori dai giochi. Al Salone dell’auto di Francoforte nelle prossime settimane, Volkswagen, ha in calendario il lancio del nuovo logo, come segno di svolta dopo la brutta storia del Dieselgate. Un taglio con il passato che la scomparsa di Piëch rende ancora più netto.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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