#AlfaRomeo e #Giovinazzi ancora insieme. Giusto così

L’Alfa Romeo Sauber ha confermato Antonio Giovinazzi: anche per la prossima stagione sarà il compagno di Kimi Raikkonen nel Mondiale di F1.

Giusto così. Dopo essersi tolto la ruggine accumulata nell’anno trascorso lontano dalle corse, Antonio ha dimostrato di meritare un sedile in Formula 1 e una chance per dimostrare completamente il suo valore.

Magari Antonio non sarà un campione a livello di Verstappen, Leclerc, Norris e compagnia, ma è sicuramente un pilota che merita di stare in Formula 1 e far vedere quello che vale realmente. La sua crescita è stata continua e se non fosse stato per l’errore di Spa…

Alfa Romeo non ha mai avuto dubbi sulla sua riconferma e neppure ne ha avuti Vasseur visto che per contratto tocca all’Alfa decidere chi mettere su quel sedile.

Le performance dell’Alfa Sauber hanno un po’ deluso nela seconda parte della stagione (ma dall’Alfa assicurano che nulla ha a che vedere con il ritorno di Resta a Maranello), ma in compenso sono migliorate quelle di Giovinazzi soprattutto se paragonate a quelle di Kimi Raikkonen. Il bilancio in qualifica vede Kimi in vantaggio ma solo 10-8.

Alfa Romeo è molto contenta della sua avventura in Formula 1: un dato su tutti può spiegare la bontà dell’investimento. La base dei fan ha avuto un amumento dell’80% anno su anno, regalando al marchio una visibilità internazionale molto importante soprattutto in vista dell’arrivo di nuovi modelli.

Raikkonen e sua moglie sono stati scelti come testimonial per i Model 2020 di Stelvio e Giulia che saranno lanciati nei prossimi giorni dalla Puglia, la regione di Antonio Giovinazzi. Avere un campione el mondo e un giovane italiano ha garantito un mix importante a livello di comunicazione.

Se in pista le prestazioni sono mancate da un certo punto della stagione in poi, dal punto di vista del marketing e della comunicazione va detto che Alfa Romeo ha centrato perfettamente gli obbiettivi.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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