#AustralianGp istruzioni per l’uso

Con la presentazione delle squadre (in diretta sul canale You Tube della F1) è ufficialmente cominciata la stagione 2019. Ancora a motori spenti, con un primo straordinario bagno di folla.

Piloti e team manager sono sfilati tutti sul palco a rispondere ad un paio di domande e a prendersi gli applausi. Era la prima volta che la F1 presentava la stagione così. E’ stato uno show semplice, fatto per portare i piloti più vicini alla gente. Obbiettivo centrato per una Formula 1 che sta diventando sempre più social…

Pensate che la F1 ha convinto Kimi a prestarsi anche per il podcast Beyond the Limit in cui si è raccontato davvero senza freni tra gare, test, party, sbronze e famiglia. Comincia ad essere spassoso fin dall’inizio quando non riesce a ripetere la frase di presentazione: “I’m Kimi Raikkonen and you are listening to Beyond the Grid”..

Vettel, ad esempio, ha svelato sul palco il nome che darà alla SF90. La chiamerà Lina, senza nessun riferimento alla mamma di Piero Ferrari, ovviamente.

Ma veniamo al Gp. Sabato qualifiche alle 7, domenica gara alle 6.10. Diretta solo su Sky, ma se non siete abbonati potremo sentirci su Radio Rai all’ora del risveglio domenica all’alba.

  • Albert Park è un circuito stradale semi-permanente, quindi può essere particolarmente ‘sporco’ e scivoloso a inizio weekend, con alcuni dossi e poco grip.
  • La maggior parte delle curve è piuttosto breve, quindi una delle sfide per i piloti consiste nel far lavorare i pneumatici all’interno della corretta finestra d’utilizzo.
  • Sebastian Vettel (Ferrari) ha vinto nel 2018 con un solo pit stop, la stessa strategia scelta dalla maggior parte dei piloti. Quest’anno sarà importante valutare i livelli di usura e degrado sin dalle prove libere, anche se resta comunque probabile una tattica a una sosta.
  • A Melbourne, l’ingresso della safety car è sempre molto probabile e influenza la strategia di gara. Per questo motivo, su questo tracciato non è così fondamentale partire dalla pole position come lo è invece in altre gare. Negli ultimi cinque anni, infatti, chi ha ottenuto la pole position ha vinto una sola volta.
  • Questa è una delle gare più imprevedibili dell’anno, anche dal punto di vista del meteo. Le previsioni finora indicano nuvoloso ma asciutto.
  • A Melbourne la trazione è un aspetto fondamentale per ottenere un giro veloce, oltre che per trovare la giusta aderenza in uscita di curva verso i brevi rettilinei che caratterizzano questo tracciato.

La pista australiana presenta 8 punti di frenata, per un tempo totale sul giro di utilizzo dei freni (poco più di 13 secondi) tra i più bassi del Mondiale: l’anno scorso la media oraria sul giro secco è stata la più alta dei primi 8 GP del campionato. ​

Resta elevata la decelerazione media, di ​4 g, grazie alla presenza di ben 5 curve in cui viene registrato un valore superiore ai 4 g. ​                  
Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota ricorre ai freni oltre 460 volte, esercitando un carico totale sul pedale di oltre 56 tonnellate, equivalenti al peso di 75 monoposto di Formula 1 piloti inclusi​.
Detto in altri termini, ciascun pilota esercita un carico di oltre 6,2 quintali al minuto. ​

L’Albert Park è una delle piste del Mondiale in cui le monoposto dissipano​ una quantità di energia in frenata in linea con la media del campionato: in media una vettura raggiunge i 196 kWh, equivalenti al consumo orario di energia di oltre 1.400 Playstation4

Le frenate più impegnative

Delle 8 frenate di Albert Park 4 sono classificate come impegnative per i freni, mentre 2 sono di media difficoltà e 2 sono light. ​

La più temuta è la curva 3 perché i piloti beneficiano del DRS e così raggiungono velocità di 318 km/h: la frenata è di 110 metri. Per completare l’operazione i piloti hanno bisogno di 2 secondi e 12 centesimi di secondo durante i quali esercitano un carico di 182 kg e subiscono una decelerazione di 5,3 g. ​

Molto difficile è anche la prima curva dopo il traguardo, anch’essa posizionata dopo una zona di utilizzo del DRS: la decelerazione è​ di 5,2 g ma la frenata è lunga ben 129 metri e 2,10 secondi. ​

In valori assoluti invece la frenata più lunga è quella alla curva 13: 126 metri necessari per scendere da 325 km/h a 126 km/h. Il tutto in 2,31 secondi grazie ad un carico sul pedale di 205 kg.​

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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