#Binotto: “Per Suzuka ci vuole una #Ferrari perfetta”

GP CANADA F1/2019 – VENERDÌ 07/06/2019 credit: @Scuderia Ferrari Press Office

La Ferrari arriva in Giappone dopo 4 pole consecutiva e con la rabbia per non aver vinto in Russia dove senza Virtual Safety Car, Leclerc avrebbe centrato il quarto successo rosso di fila. Suzuka è una pista particolare, ma le prestazioni della SF90 in circuiti così diversi come Spa, Monza, Singapore e Sochi fanno ben sperare. Sarà interessante verificare a che punto è la cooperazione tra i due piloti dopo le scintille russe.

“Il Giappone è un luogo speciale nel quale andare a gareggiare per tutti i piloti, in particolar modo per via dei tifosi locali che sono appassionatissimi e ci danno sempre un supporto enorme, il che rende unica questa tappa del campionato – ha dichiarato Leclerc – Detto ciò, non nascondo che lo scorso anno è stato molto difficile per me scendere in pista qui per la prima volta, perché nella mia mente c’era il ricordo di Jules che proprio a Suzuka ebbe l’incidente che gli fu fatale. Per me questo luogo è indissolubilmente legato a quel ricordo, ma dal punto di vista del circuito mi piace molto.
Il tracciato è molto impegnativo e tecnico, in tal senso direi uno dei migliori in assoluto in calendario dal momento che ci puoi trovare dalle curve da alta velocità ai tornantini e alle chicane molto lente, tutte caratteristiche che contribuiscono a rendere iconica questa pista”. 
“Per quanto ci riguarda, ancora una volta si tratta di un circuito dalle peculiarità differenti da quelli su cui abbiamo gareggiato di recente. Anche a Suzuka, dunque, sarà interessante verificare come si comporteranno gli upgrade che abbiamo introdotto di recente sulla SF90”.

“Quello di Suzuka è con ogni probabilità il circuito che preferisco nell’intero calendario. Si tratta dell’unica pista del Mondiale ad avere il layout a “otto” il che in qualche modo mi ricorda le piste giocattolo con le quali giocavamo da bambini – ha detto invece Vettel – Solo che questo circuito è tutt’altro che banale dal momento che ci trovi curve da brivido come la 130 R o la sequenza che caratterizza il primo settore”. 
“L’altro elemento che rende speciale il Gran Premio del Giappone sono i tifosi: sono incredibili! Non importa quanto presto ti rechi in circuito, loro sono lì prima di te e ti aspettano per trasmetterti un affetto senza pari, è bellissimo”.
“E infine, ma non per questo meno importante, a Suzuka la componente meteo è sempre imprevedibile per cui spesso le corse sono ricche di variabili e quindi particolarmente complesse ma anche affascinanti”.

“La nostra performance a Sochi è stata buona e questo ci ha permesso di conquistare la quarta pole position consecutiva, ma sappiamo che in Giappone per essere in condizione di combattere per le prime posizioni dovremo essere perfetti sotto ogni aspetto – conclude Mattia Binotto – Sarà con questo approccio mentale che ci avvicineremo alla gara di Suzuka, per cercare di estrarre tutta la prestazione disponibile dal pacchetto vettura. Se ne saremo capaci speriamo di poter confermare i livelli di competitività espressi negli ultimi appuntamenti”.
“Sia Sebastian che Charles adorano questo circuito, con una sequenza di curve unica che ne caratterizza il primo settore e con i tifosi locali che ci dimostrano grande affetto ad ogni occasione. Speriamo di poter regalare loro un weekend di gara avvincente”. 

GP disputati 34
Debutto 1976 (Clay Regazzoni 5°; Niki Lauda rit.)
Vittorie 7 (20,58%)
Ultima vittoria: 10 ottobre 2004 (Barrichello)
Pole position 9 (26,47%)
Giri più veloci 7 (20,58%)
Podi totali 22 (64,70%)

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 Comment

  1. vettel ha vinto 4 volte qui ma con la RB, poi 5 volte la Mercedes. Adesso toccherebbe a Charles. Vedremo se le buone prestazioni della rossa erano effettivamente dovute alle modifiche aerodinamiche o al manettino della potenza.

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