Binotto spiega il rosso opaco: così la #Ferrari è più leggera

Dopo la presentazione ufficiale è arrivato il momento della conferenza stampa ufficiale. Tre uomini e un microfono. Binotto, Vettel e Leclerc a voi la parola

A metà strada tra Mauro Forghieri e Harry Potter, Mattia Binotto si presenta in sala stampa accompagnato dai suoi gioielli Vettel e Leclerc. Si vede lontano un miglio che il nuovo responsabile della Ges ferrarista preferirebbe essere davanti a un computer o a un tavolo da disegno, ma ormai anche questo apparire spesso davanti a telecamere e giornalisti farà parte della sua vita. E che gli piaccia o no il dato di fatto è che ha cominciato a farlo bene. Molto bene. Binotto sa usare le parole come le formule matematiche.

“Il motivo della colorazione opaca non è estetico, ma tecnico. Essendo opaco c’è meno lucidante e quindi pesa meno la macchina… anche qualche cento grammi conta. Il motivo è la leggerezza”. Ogni dettaglio è curato. Fidatevi. Nulla è lasciato al caso.

“I principi sono invariati, ma non c’è un pezzo uguale a quelli dello scorso anno. Ci siamo spinti oltre i nostri limiti e i limiti naturali della vettura. La nuova aerodinamica è l’elemento chiave. Le auto saranno meno guidabili e più sensibili al variare delle situazioni: altezze, vento, condizioni dell’asfalto influiranno molto. La sfida è rendere consistenti le prestazioni. Questo ci aiuterà a essere veloci specialmente in curva dove si fa tempo sul giro”

“Abbiamo lavorato tantissimo sotto il cofano nella zona del motore riducendo molto gli ingombri e quindi abbassando il cupolone. La macchina è molto più magra. Non c’è un elemento di cui non siamo soddisfatti”

“Avere due piloti così è il sogno di ogni team principal. Non lo vedo come un problema, ma come un’opportunità. Il nostro obbiettivo è far vincere la Ferrari, ma è ovvio che all’inizio punteremo su Seb perché Charles come ha detto è qui per cominciare la sua strada di apprendimento. Però mi piacerebbe vedere lì combattere fino all’ultima curva in Australia”

Seb da parte sua assicura di non aver fatto ricorso ad un mental coach. Di essersi ricaricato in famiglia e essere pronto. Se Hamilton ha viaggiato come un matto lui ha fatto il contrario: “Mi sono rilassato, riposato e nelle ultime settimane cominciato a curiosare i particolari della macchina fino a che ieri vista per la prima volta e trovata eccitante… Adesso non vedo l’ora di provarla. Sono contento di essere qui e di esserlo con l’obbiettivo di sempre: vincere il campionato. Ho un contratto fino al 2020 e non vedo perché dovrebbe cambiare”. Toccherà a lui il filmino day di domenica a Barcellona e poi l primo giorno di test.

Baby Leclerc si presenta con educazione e idee chiare: “È un sogno che diventa realtà un grande giorno per me mi piace questo colore. Sono qui per imparare accanto a un campione come Seb. Non penso al mondiale, non penso a quando vincerò la prima gara. Penso solo a imparare. La pressione non la sento e cercherò solo di essere concentrato su me stesso”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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