Buon compleanno Ayrton. Senza Imola ’94, #Senna…

Il 21 marzo è il giorno del compleanno di Ayrton Senna. Oggi sarebbero stati 59. Come sarebbe stata la Formula 1 senza quel primo maggio 1994?

Buon compleanno Ayrton. Sei quasi arrivato a 60 e stai festeggiando con i tuoi tre figli e i 6 mondiali che hai vinto. Gli ultimi due con la Ferrari. Perché senza quell’Imola maledetta, Ayrton sarebbe passato alla Ferrari e l’avrebbe portata alla vittoria esattamente come poi ha fatto Schumi, ma poi alla soglia dei 40 anni avrebbe preferito dedicarsi alla famiglia, diventando uomo immagine di Maranello prima di vedere il suo posto a Schumi.

Cambiamo la storia per un giorno. E immaginiamoci il mondo della Formula 1 senza le morti di Ratzenberger e Senna nel maggio di 25 anni fa. Quel Mondiale 1994 lo avrebbe vinto lui. Perché se pensiamo che lo ha quasi vinto Damon Hill, beh non possiamo che credere che con Senna in pista la Williams non si sarebbe fatta sfuggire il titolo. Anche perché per Schumi una cosa sarebbe stata combattere con Hill, un’altra con Senna…

Mondiale numero 4 in casa. Ma la voglia di stupire il mondo e accettare una sfida che da qualche tempo aveva preso in considerazione, da quando Cesare Fiorio gli aveva fatto sottoscrivere un contratto poi rimasto in un cassetto del team manager ferarrista caduto in disgrazia.

Dopo il titolo, Ayrton decide di lasciare la Wlliams. Improvvisamente. Accetta la corte della Ferrari e si ritrova a Maranello con Berger compagno di squadra. Un anno per far crescere la squadra, l’ingaggio degli uomini che avevano portato al titolo la Benetton nel 1995 e 1996. Nel 1997 ecco il primo dei due titoli in rosso. Campione con la Ferrari. Sei volte campione del mondo.

A quel punto ti saresti fatto prendere dai dubbi. Continuare o pensare a una vita senza Formula 1? Diventare vecchio in pista o diventare padre prima di diventare nonno? Avrebbe vinto l’uomo che ha sempre fatto da contraltare al pilota che c’è in te. L’uomo che ti ha convinto a dedicarti ai ragazzi di strada, a pensare a chi non aveva avuto la tua famiglia e la tua ricchezza. A Dio che è sempre stato con te.

A quel punto alla soglia del Duemila e dei 40 anni, Ayrton avrebbe detto stop ritirandosi a far l’amore e tre figli nel suo Brasile dove con la sua Fondazione ha continuato a far del bene tra i ragazzi sfortunati, i ninos de rua.

Buon compleanno Ayrton, anche se purtroppo quello che ho appena scritto era solo un sogno.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

4 Comments

  1. signor zapelloni…sono d’accordo su quello che avete scritto,e se mi permettete, aggiungerei anche il titolo dell’1989….lo sappiamo tutti come andaroro le cose….ai tempi nostri non ci sarebbe stata nessuna farsa…le che ne pensa in merito?? grazie..

    1. Non sarebbe stato squalificato a Suzuka quell’anno, certo… ma per quello che fece poi l’anno dopo contro Prost (in Ferrari)…. avrebbe rischiato parecchio. Non ho mai apprezzato la gestione Balestre, assurdamente pro Prost…

  2. Signor zapelloni… Rimanendo purtroppo nel campo dei sogni…volevo vedere all’opera tutti insieme in f1 al 100% della forma senna schumi e Hamilton combattere tra di loro alla pari x il titoloo!! Sarebbe stato stupendo….lei che ne pensa…. Grazie

    1. Un sogno appunto. Macchine uguali per tutti e via…

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