Europa addio: #SingaporeGp: istruzioni per l’uso

Il 2019 della Formula1 saluta l’Europa con la doppietta Ferrari e si sposta in Asia per il 15° appuntamento del Mondiale. Benvenuti al Marina Bay Street Circuit di Singapore dove la F1 va di scena di notte costringendo i piloti (meccanici e giornalisti) a vivere con il fuso europeo nonostante la differenza di orario. A Singapore si corre dal settembre 2008, primo GP di Formula 1 in notturna oltre che GP numero 800 della storia.

Istruzioni per l’uso (la gara alle 14.10 e le prove alle 15 su Sky)

  • La pista disegnata dall’architetto Hermann Tilke ha subito una prima modifica nel 2009, una seconda nel 2013 con l’eliminazione della chicane alla curva 10 e una terza ed ultima nel 2015 con la correzione delle curve 11, 12 e 13. ​
  • Rispetto agli alti circuiti cittadini si distingue per la lunghezza (5.063 metri contro i 3.337 di Monaco) e le velocità (la media sul giro è di quasi 190 km/h, 19 km/h in più di Monaco), oltre che per le sconnessioni dell’asfalto dovute a tombini e strisce verniciate che talvolta costano perdite di grip. ​
  • Il ritmo serrato e la mancanza di adeguati spazi per il raffreddamento (il rettilineo più lungo misura solo 832 metri) ne fanno uno dei circuiti più duri per gli impianti frenanti. ​
  • L’usura del materiale d’attrito rappresenta uno dei canali da tenere costantemente monitorato in telemetria. Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, il Marina Bay Street Circuit rientra nella categoria dei circuiti altamente impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 5.​
  • Le 23 curve del tracciato richiedono l’impiego dei freni in 15 occasioni per giro, valore record per il campionato: fra tutte le altre 20 piste arrivano a 11 frenate al giro solo Monaco, Baku, Budapest e Abu Dhabi e le restanti presentano valori inferiori. ​
  • Da record è anche il tempo impiegato in frenata, quasi 24 secondi al giro mentre la percentuale di utilizzo dei freni è del 25 per cento della durata complessiva della gara, valore inferiore solo a Monaco. ​
  • E pensare che due settimane fa le Formula 1 giravano a Monza usando i freni solo 6 volte al giro per una percentuale del 13 per cento. Elevata è anche l’energia dissipata in frenata: ben 275 kWh. ​
  • L’estrema tortuosità del tracciato contiene la decelerazione media sul giro a 3,4 g. ​
  • Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota esercita un carico totale sul pedale di quasi 70 tonnellate: detto in altre parole per ogni minuto di gara lo sforzo è superiore ai 630 kg. ​
  • Un impegno fisico non da poco considerando l’elevata umidità che solitamente contraddistingue questa gara (da 66 a 71 °C nel 2016) insieme alle alte temperature ambientali. ​
  • Delle 15 frenate del Marina Bay Street Circuit 3 sono classificate dai tecnici Brembo come impegnative per i freni, 4 sono di media difficoltà e le altre 8 sono light. ​
  • La più impegnativa in assoluto è la curva Memorial (curva 7 il nome deriva dalla vicinanza al Parco che ricorda le vittime della Seconda Guerra Mondiale): le monoposto passano da 335 a 128 km/h in 2,06 secondi in cui percorrono appena 118 metri. In questo punto i piloti sono soggetti ad una decelerazione di 5,4 g ed esercitano un carico di 144 kg sul pedale del freno. ​
  • Significativo è anche lo sforzo per i piloti (5,2 g) e per l’impianto frenante alla curva Sheares (curva 1, intitolata alla memoria di Benjamin Sheares, ex presidente di Singapore): la velocità delle auto crolla in 105 metri e 1,70 secondi da 326 a 154 km/h, grazie ad un carico di 114 kg sul pedale del freno. ​
  • Leggermente meno dura, ma solo perché le monoposto vi arrivano a meno di 300 km/h, la frenata alla curva 14: da 299 a 93 km/h in 107 metri con 4,9 g di decelerazione e 139 kg di carico sul pedale. ​
  • Le tre mescole Pirelli nominate sono piuttosto simili a quelle portate qui nel 2018: soft, ultrasoft e hypersoft hanno risposto al meglio alle esigenze di una gara impegnativa, vinta da Lewis Hamilton (Mercedes) grazie a una strategia hypersoft-soft. Diverse le tattiche scelte dagli altri piloti.
  • Questo tracciato detiene il record di safety car, considerate soprattutto le scarse vie di fuga e le barriere che delimitano la pista che non perdonano il minimo errore. Le strategie devono essere molto flessibili per poter sfruttare al meglio tutte le eventualità.
  • Usato solo una volta l’anno, Marina Bay è un circuito “sporco”, soprattutto nelle prime sessioni, e con un’elevata evoluzione della pista. I tombini e le linee bianche possono alterare i livelli di aderenza.
  • Date le temperature elevate e l’umidità, questa gara è piuttosto difficile dal punto di vista meccanico, anche per la scarsa ventilazione dovuta alle caratteristiche della pista.
  • Le temperature ambiente e asfalto evolvono in modo diverso rispetto al solito, visto che la gara si disputa in notturna. Non è sempre facile avere un’accurata lettura delle possibili condizioni di gara, dato che le sessioni iniziano nel tardo pomeriggio e continuano in serata.

“È difficile pensare a due tracciati così diversi come Monza e Singapore – commenta Mario Isola responsabile Racing di Pirelli – . A Marina Bay i team dovranno ripartire da zero rispetto alla gara in Italia, anche se il tracciato è ben noto e ci sono molti dati rappresentativi dalle scorse edizioni. Qui è piuttosto difficile sorpassare, perciò le squadre cercheranno di sfruttare al meglio le strategie per guadagnare posizioni. Negli ultimi anni è sempre entrata la safety car, un fattore da considerare e che sicuramente influisce sulla complessità della gara. Sarà un fine settimana molto interessante, visto che ci sono alcune differenze nella scelta dei set da parte dei team che potrebbe portare a un’ampia varietà di strategie. Vedremo se qualcuno proverà a qualificarsi sui pneumatici medium anziché su soft, per garantirsi una maggiore flessibilità nella tattica di gara”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 Comments

  1. Dice in ferrari tornano ak 1600 cc?

    1. ????????

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