#Ferrari la lunga via verso la resurrezione parte dal #MonacoGp

Charles Leclerc con il casco dedicato metà a papà e metà a Jules Bianchi

Il venerdì del Monte. Un giorno strano. Silenzioso, ma terribilmente indaffarato. Se Lewis Hamilton dopo aver ricevuto la visita di Ronaldo, fa in tempo ad andare a Cannes al Festival del cinema a instagrammarsi con qualche look da sta hollywoodiana, per i suoi avversari sono ore di lavoro. Per capirci qualcosa. Per inseguire un improbabile ribaltamento.

Difficile pensare che il duello per la pole possa vedere qualcuno infilarsi tra Hamilton e Bottas. Se Lewis e Valtteri baceranno le barriere senza toccarle davvero non vedo chance per Red Bull e Ferrari (il miglior tempo di giornata ottenuto da Lewis Hamilton in FP2 è oltre sette decimi più veloce rispetto allo scorso anno). Troppo superiori le Frecce d’argento. E, come ha detto Binotto non è solo merito delle sospensioni anteriori, ma di tutto l’insieme del progetto. Binotto: “Perché la #Ferrari soffre. E io non sono solo”

Analizzando le parole di Mattia Binotto si arriva a qualche conclusione:

L’organizzazione orizzontale voluta da Marchionne non è in crisi. Mattia assicura di ricoprire un ruolo solo e di avere tutto il supporto necessario per la parte tecnica e quella politica. Insomma cancella in un colpo la definizione di “trinotto”.

L’organizzazione funziona, ma ha bisogno di ricevere nuova linfa e per questo non ci sono smentite troppo forti al possibile ritorno di Resta in prestito all’Alfa Romeo Sauber.

Il progetto della SF90 sarebbe stato vincente con le gomme dello scorso anno. Oggi è in crisi perché non riesce a mandarle in temperatura per sfruttarle nel migliore dei modi.

“Non si può cambiare un progetto come questo in poche settimane ma possiamo cercare di ottimizzare il nostro pacchetto. Nelle prime 5 gare ci sono stati tracciati in cui siamo stati competitivi, quindi credo che possano esserci altre piste in cui il nostro pacchetto potrà dimostrarsi nuovamente competitivo. Combatteremo giorno dopo giorno, gara dopo gara”.

Binotto non annuncia rivoluzioni, ma è indubbio che qualche intervento lo vedremo perché non mi immagino gli ingegneri Ferrari in giro per il paddock come rabdomanti in cerca della finestra giusta per mandare in temperatura le gomme. Per ora non sono annunciate nuove sospensioni anteriori. Ma qualcosa di nuovo vedremo.

“E per ottenere questo ci si deve concentrare su molti aspetti, lavorando sulle temperature di frenata, sul raffreddamento dei cerchioni, ma specialmente sul carico aerodinamico. Non è solo la downforce in sé ad essere importante, ma anche come il carico è bilanciato in funzione di curve ad alto e basso carico. Bisogna anche capire quale è il target che ti dai per quel che riguarda l’efficienza aerodinamica rispetto alla massima downforce raggiungibile”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 Comments

  1. sbaglio o anche a Baku ed in Spagna doveva iniziare la risurrezione della ferrari? mi pare che ad ogni nuovo GP dovrebbe iniziare questa risurrezione ma, a giudicare dalla prima giornata di test, sembra che anche a Monaco, se le Mercedes arrivano in fondo, non ci siano grosse possibilità di risurrezione e non solo per ferrari: anche gli altri team navigano indietro. Questa difficoltà che anche la RB ha, significa che non è solo ferrari ad aver “sbagliato” la macchina oppure che Mercedes ne ha fatta (un’atra) mostruosa.

    1. Infatti parlo di lunga marcia verso la resurrezione…

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