Film #Rai su #Piaggio e la #Vespa, tributo a due grandi italiani

Chi non ha mai guidato una Vespa alzi la mano? Non ne vedo molte alzate. La Vespa è stata il motore del dopoguerra italiano e ancora oggi che è diventata elettrica (a Eicma è stata presentata la nuova versione) continua a conquistare il pubblico. Parlo di Vespa perchè martedì 12 novembre su Rai 1 andrà in onda il film tv dedicato a Enrico Piaggio, l’uomo che ha inventato (insieme al genio di Corradino D’Ascanio) la Vespa.

La storia di Enrico Piaggio è quella di un imprenditore che con coraggio, determinazione e un pizzico di sana follia riesce a vincere la sfida contro la crisi economica del secondo dopo guerra. Per affrontare le difficoltà attraversate dalla sua azienda di aeroplani e salvare gli operai che vi lavorano Piaggio trasforma la produzione e di immettere sul mercato un mezzo di trasporto innovativo, agile e soprattutto alla portata di tutte le tasche: la Vespa.

In anni un cui celebriamo Steve Jobs e il suo iPhone, in anni in cui parliamo di Elon Musk come dell’uomo che ha reinventato l’auto elettrica, è bello che la Rai dedichi spazio ad un grande genio italiano che, salvando la fabbrica, ha inventato qualcosa che ancora oggi è attuale e fa sognare.

Piaggio riuscì a realizzare il suo sogno grazie all’incontro con un altro vero genio: Corradino D’Ascanio. Se Piaggio è il papà ideologico della Vespa, Corradino ne è quello tecnico grazie alla sua abilità progettistica e a una visione rivoluzionaria. Dal motorino d’avviamento per l’elica degli elicotteri fece nascere uno scooter. Un vero “miracolo italiano”.

Il progetto era molto difficile da realizzare, anche perchè a osteggiare Piaggio c’era il banchiere Rocchi-Battaglia che le stava tentando tutte per impossessarsi della fabbrica di Piaggio. Il film Rai, interpretato da Valerio Boni, racconta il mondo della fabbrica Piaggio, ma anche i sentimenti, gli amori e le amicizie che hanno legato tutti coloro che hanno partecipato e reso possibile la realizzazione di quel grandioso progetto. Enrico, influencer ante litteram, ebbe un’altra intuizione fondamentale, quella di affidare al cinema il compito di trasformare la sua Vespa in un oggetto dei desideri.


“Enrico Piaggio. Un sogno italiano”, è una coproduzione Rai Fiction – Moviheart, per la regia di Umberto Marino. Con Alessio Boni nei panni di Enrico Piaggio, Enrica Pintore in quelli della moglie Paola, Beatrice Grannò nelle vesti di Suso e con Francesco Pannofino nel ruolo di Rocchi-Battaglia e con la partecipazione  straordinaria di Violante Placido nel ruolo di Livia Rivelli. Il soggetto è di Roberto Jannone e Francesco Massaro che firmano anche la sceneggiatura insieme a Franco Bernini.

È il 1945. La fabbrica di Enrico Piaggio, a Pontedera, è in macerie. I dodicimila operai che vi erano impiegati sono condannati alla disoccupazione e alla miseria. Piaggio avverte l’enorme responsabilità che grava sulle sue spalle: la vita di tante famiglie dipende dalla sua capacità di creare nuovo lavoro. Nella mente dell’imprenditore nasce un progetto: un mezzo di trasporto piccolo, robusto, agile ed economico, capace di rilanciare la mobilità dando impulso alla ripresa della vita economica e civile del Paese.

A Eicma, Piaggio propone una versione speciale e limitata di Primavera, frutto della collaborazione con Sean Wotherspoon, uno dei designer più influenti al mondo. Arrivano anche le nuove versioni sportive Racing Sixties, Primavera (RED) e una versione di Vespa Elettrica in grado di raggiungere i 70 km/h.

Lo stand della Vespa a Eicma
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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