Fusione #Fca #Psa con una promessa da mantenere: non chiudere nessun stabilimento

E fusione sia. Con il comunicato ufficiale diramato oggi Fca e Psa annunciano il loro matrimonio sintetizzando i benefici nei punti che vi riporto sotto. Nasce così quello che in termini di volumi diventa il 4° costruttore al mondo

Il gruppo, che avrà sede nei Paesi Bassi, conterà più di 400mila dipendenti, con un volume d’affari di circa 170 miliardi di euro e 8,7 milioni di automobile vendute ogni anno. In un comunicato congiunto le due aziende affermano che questa unione porterà a “delle capacità di investimento rafforzate” capaci di “raccogliere le sfide di una nuova era di mobilità sostenibile”.

John Elkann, attuale presidente di Fca, guiderà il nuovo gruppo mentre Carlos Tavares, presidente di Psa, sarà l’amministratore delegato. Nel comunicato si annuncia inoltre che la “la realizzazione della fusione” dovrebbe arrivare tra 12-15 mesi. 

Tavares è il Marchionne del futuro con in più una grande passione per le corse che spesso lo fa travestire da pilota…

Fca non poteva continuare a camminare da sola. In un mondo sempre più complesso e in rapida evoluzione come quello della mobilità, aveva bisogno di quell’alleanza che anche Sergio Marchionne aveva sempre cercato. L’alleanza con Psa, un gruppo che grazie a Tavares sta affrontando nel migliore dei modi le nuove sfide tecnologiche, appare la migliore disponibile. Migliore di quella svanita con Renault qualche mese fa.

C’è una frase nei comunicati ufficali che fa ben sperare: “senza chiusure di stabilimenti“. Vedremo. La promessa è importante, ma non sarà semplice da mantenere.

Diverso il discorso sui marchi perchè alla fine l’affollamento rischia di essere eccessivo con parecchi doppioni. Che fine farà Lancia?

  • La società risultante dalla fusione unirà le ampie e crescenti competenze di entrambe le società per affrontare la sfida di plasmare la nuova era della mobilità sostenibile
  • Sarà il 4° costruttore automobilistico al mondo in termini di volumi e il 3° in base al fatturato, con vendite annuali di 8,7 milioni di veicoli e ricavi congiunti di quasi 170 miliardi di euro
  • Creerà un gruppo diversificato con margini tra i più elevati nei suoi principali mercati in Europa, Nord America e America Latina e l’opportunità di ridefinire la strategia in altre regioni
  • Genererà sinergie annuali che a regime sono stimate in circa 3,7 miliardi di euro, senza chiusure di stabilimenti in conseguenza dell’operazione. Si prevede che le sinergie genereranno un flusso di cassa netto positivo già nel primo anno
  • La solida struttura patrimoniale e l’elevato livello di liquidità forniranno flessibilità finanziaria e si attende un rating di “investment grade”
  • La società risultante dalla fusione beneficerà di efficienze negli investimenti su scala ancora più ampia per sviluppare innovative soluzioni di mobilità e tecnologie all’avanguardia nel campo dei veicoli alimentati a energie alternative, della guida autonoma e della connettività
  • Ampio portafoglio di brand iconici e consolidati in grado di offrire prodotti ai vertici delle rispettive categorie nei principali segmenti di mercato e una maggiore soddisfazione del cliente
  • Eccellente intesa professionale tra i due team di management, entrambi con comprovato successo in ristrutturazioni e aggregazioni aziendali e nella creazione di valore
  • Una solida struttura di governance a supporto della performance del nuovo gruppo, con John Elkann alla Presidenza del Gruppo e Carlos Tavares in qualità di CEO, e una maggioranza di consiglieri indipendenti
  • Forte supporto da parte degli azionisti di lunga data (EXOR N.V., Peugeot Family Group, Bpifrance) che avranno una rappresentanza nel Consiglio
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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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