Il “Cavatappi” di #Dovizioso: un sorpasso che fa giurisprudenza

Dovizioso non è un grande pilota. È un campione vero. Uno che vince più di 10 corse a questo livello, entra nel club di quelli “veri”. Andrea lo è sempre stato: quando si è preso il titolo in 125 cc, tempo fa, e ora che è lì a lottare con Marquez. Non molla mai: ma può stare tranquillo, ha ancora tanti anni davanti per farcela». Parole e musica di Valentino Rossi.

Parole che suonano come una consacrazione. Perché il vecchio Vale (scusa per il vecchio a 40 anni) non è abituato a regalare complimenti. Ma quello che ha combinato il Dovi in Austria merita questo e altri complimenti.

Merita di cancellare i dubbi che qualche prestazione un po’ appannata dello stesso Dovi ogni tanto fa sorgere. Anche se alla fine della fiera quei dubbi, quelle voci,m quegli sguardi devono essere serviti per caricarlo a molla e provocare una reazione straordinaria

Un pilota che pensa e realizza un sorpasso così ha dentro qualcosa di speciale. Inutile giraci attorno. Il sorpasso del Dovi in Austria è di quelli destinati a fare giurisprudenza, a passare alla storia.

Come quelli di Valentino e di Zanardi al Cavatappi di Laguna Seca. Come quello di Hakkinen a Schumacher in Belgio.

Dovi aveva già fregato Marquez all’ultima curva un paio di volte. A Zeltweg e a Motegi nel 2017. Ma non erano sorpassi come questo. Opere d’arte da tramandare.

Sorpassi vincenti all’ultima curva ce ne sono stati tanti. Valentino ne è stato docente universitario per anni: Jerez 2005 su Gibernau; Barcellona 2009 su Lorenzo; Assen 2015 su Marquez

Ma il sorpasso del Dovi dell’altro giorno ha un sapore speciale. Si porta dentro la voglia di dimostrare al mondo di essere un campione vero. In giornate in cui la stessa Ducati lo stava mettendo in dubbio riallacciando i rapporti con Lorenzo, il Dovi ha lasciato di stucco Marquez, ma anche tanti dei suoi uomini in Ducati, primo tra tutti il luciferino ingegner Dall’Igna che stava cercando di riportare in Ducati (dalla porta secondaria) il suoi amico “Giorgio”, come lui chiama Lorenzo.

Ha ragione nel dire che ha il dovere di portare in Ducati i piloti migliori. Ma forse da domenica sera si è reso conto che un Dovizioso così oggi è tra i pochi che possono battere Marquez.

Adesso però il Dovi deve portarsi dentro la rabbia e la grinta dell’ultima curva fino all’ultimo giro dell’ultimo Gran premio. Battere Marquez è un’impresa impossibile. Ma sapere di poter mandare ai posteri altre cartoline come quella di Zeltweg può almeno permettergli di divertirsi (e divertirci) fino alla fine…

La lucida follia di #Dovizioso campione vero

Belìn che risate con il libro di #Pernat tra moto, piloti e…

https://topspeed.blog/dovizioso-cavicchi-olivi-letture-per-lestate/

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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