Il Made in Italy @DallaraGroup dietro al successo di #Alonso a Daytona

C’è anche tanta Italia nella vittoria di Alonso alla #Rolex24 di Daytona. La Cadillac con cui ha vinto in Florida è infatti Made in Italy, Made in Dallara.

Come spesso accade quando si corre in America dietro a un’auto di successo c’è la firma di Giampaolo Dallara, eccellenza tricolore del MotorSport. La Cadillac che ha vinto Daytona per la terza volta di fila è nata a Varano de Melegari dove nacque anche l’ultima Ferrari capace di vincere quella mitica 24 ore.

“La vittoria del 2017 era stata una piacevolissima sorpresa; quella dell’anno scorso ci ha riempito di soddisfazione. Quest’anno la competizione era ancora più impegnativa che in passato con il Team Penske, determinato a non ripetere la sconfitta dello scorso anno, e Mazda che ha affidato le vetture al team tedesco Joest Racing, già vincitore in passato della 24 ore di le Mans e della 24 ore di Daytona. Dobbiamo essere orgogliosi di questo risultato e per questo voglio ringraziare tutti i collaboratori dell’azienda per questo sforzo che ci ha dato un’enorme soddisfazione.”, ha detto l’ingegner Dallara.

La Dallara, ricordiamolo, è stata fondata nel 1972 dall’Ing. Giampaolo Dallara che ne è anche il presidente, coadiuvato dall’Ing. Andrea Pontremoli nel ruolo di socio ed amministratore delegato. La sede è nel paese natale di Dallara, Varano de’ Melegari (Parma). Un complesso tecnologico all’avanguardia, il maggior produttore mondiale di auto da competizione, con circa trecento vetture Dallara che corrono in ogni week-end sui circuiti internazionali. La Dallara è infatti fornitore unico di vetture per i campionati IndyCar, Indy Lights, Formula 2, GP3, Formula E e Super Formula, realizza vetture per campionati addestrativi come il Formulino, per il WEC, l’ELMS e l’IMSA, oltre a essere presente in tutte le serie della Formula 3.  Attualmente il Gruppo Dallara impiega oltre 650 persone.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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