La #Renault presenta l'auto senza farla vedere…

C’è chi presenta la sua nuova monoposto a teatro https://topspeed.blog/ferrari-sf1000-piu-rossa-e-piu-magra/. Chi lo fa direttamente in pista https://topspeed.blog/la-redbull-di-max-sfacciata-e-aggressiva-proprio-come-lui/ e poi c’è la Renault che raduna tutti a Parigi nel suo locale sugli Champs-Elysees, chiama a raccolta piloti, tecnici, dirigenti, Alain Prost compreso e fa vedere fotografie, render in 3D e stop.

Bizzarro. Per non dire altro. L’obbiettivo 2020 della Renault è quello di riprendersi il quarto posto nel Mondiale Costruttori, quello che l’anno scorso le ha soffiato la McLaren che, guarda caso, corre con gli stessi motori….Cyril Abiteboul, il team principal, è stato chiaro: “Riprenderci la quarta posizione tra i costruttori resta l’obiettivo di questa stagione, che sarà molto agguerrita. Per questo 2020 dobbiamo rispettare le tre priorità individuate in inverno: l’affidabilità fin da subito;  un alto livello di sviluppo già dalle prime gare;  una buona conversione dei dati  dal simulatore alla pista”.

Le novità del team sono Pat Fry, ex ingegnere di Benetton, Ferrari, Manor e McLaren, arrivato in Renault come responsabile del telaio, che però ha messo le mani avanti:ù“Penso che il progetto Renault sia stimolante, non solo per il 2020 ma soprattutto per il 2021, con la rivoluzione regolamentare. La maggior parte del mio lavoro verterà sul 2021, ma sarò ovviamente coinvolto anche nel progetto 2020″. E Esteban Ocon, sedotto e abbandonato dalla Mercedes, eccolo pronto a ricominciare. Quanto ci metterà a togliersi la ruggine? Giovinazzi insegna che non è così semplice…

“Non vedo l’ora di amalgamarmi meglio con la squadra dopo un’intera stagione alle spalle – ha detto invece Ricciardo, al secondo anno  ad Enstone – quindi le cose saranno più facili in questo senso. Ho imparato molto su me stesso e ovviamente molto sulla squadra. Uno degli insegnamenti più importanti per me è stato che non si tratta solo di avere in squadra il ragazzo più intelligente del paddock, ma è necessario che ogni persona del team tragga il massimo da se stessa. Con le persone con cui lavoro più da vicino bisogna cercare di trovare il modo per far funzionare tutto al meglio, devo cercare di aiutarli a dare la migliore versione possibile di loro stessi e quindi anche capire dove io posso fare meglio in quel giorno. Finora mi è piaciuta questa esperienza e ho costruito qualcosa con Renault. Sento una forma di responsabilità, un obbligo di risultati da parte mia. Mi sento molto più fiducioso rispetto allo scorso anno”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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