Le mille fatiche di #Hamilton: ora anche la #MotoGp

Ercole ne faceva solo 12. Lewis Hamilton di fatiche ne fa molte di più. Ma sempre con il sorriso, sempre pensando a quella che farà dopo. Non avendo impegni per il weekend ha deciso di volare in Quatar per assistere alla prima gara di MotoGp. Se la Mercedes glielo consentisse si butterebbe anche in pista…

L’inverno di Lewis è stato molto impegnativo. Paracadutismo, golf, boxe, surf, sci, palestra, addominali, Superbowl, musica, moda tanta moda e modelle (se tante anche loro non è dato a sapere). Quando però c’è stato da salire in macchina per i test di Barcellona è tornato in modalità hammer e ha dimostrato che le distrazioni lo aiutano a restare concentrato.

Sembra un ossimoro ma è così. Più riesce a liberarsi la mente nel suo tempo lontano dalle piste, meglio si concentra nei 3 giorni che contano per un pilota. L’anno scorso ne è stato un esempio. La lezione imparata quando perse la sfida casalinga con Rosberg è servita moltissimo.

“Lewis e Michael sono persone che pensano sempre a vincere. Sono sempre concentrati e affamati. Con una differenza. Se chiamavi Michael a mezzanotte per dirgli che c’era un test e doveva guidare, lui ti rispondeva subito “Dove?”. Lewis forse non direbbe così”, racconta Ross Brawn, che prima di diventare uomo guida di Liberty Media, li ha ben conosciuti tutti e due.

Il favorito 2019 è ancora lui. Perché oltre a guidare una Mercedes ha ancora una voglia pazzesca di vincere. Il fatto di non essere ossessionato dalla Formula 1 lo aiuta. Quando esce dal paddock sale sul suo aereo e sparisce per ricomparire su Instagram dall’altra parte del mondo. Con il suo inseparabile Carlino, con una nuova fiamma (naturalmente supermodella), con papà o con il campione di qualche sport che gli insegna a surfare, lanciarsi con il paracadute o giocare a golf. Non vede l’ora di andare al Ranch di Valentino a provarci con le moto…

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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