#Leclerc: "Da #Vettel ho imparato tanto. Siamo maturi per lavorare insieme"

GP CANADA F1/2019 – VENERDÌ 07/06/2019 credit: @Scuderia Ferrari Press Office

Prima uscita dell’anno di Charles Leclerc all’ultimo giorno del Motorshow di Birmingham dove è stato ospite di Autosport. Ecco che cosa ha raccontato in Inghilterra:

“La Ferrari che mi sarebbe piaciuto guidare più di tutte? Forse quella del 2004. Era davvero molto veloce. Anche se tutte le emozioni che abbiamo regalato quest’anno mi portano a pensare che potrei preferire altre macchine a quella che abbiamo attualmente”.

“Con quale pilota vorrei correre? Ayrton Senna, senza dubbio. E’ il mio idolo. Se dovessi scegliere una persona, sceglierei sicuramente lui”.

“Mi sento molto, molto veloce. Non lo realizzi quando guidi, ci sono molti pulsanti, servono molte lezioni per imparare. E’ diverso da guidare una macchina normale. Bisogna avere confidenza con la velocità e con i circuiti”.

“Amo la velocità, fin da piccolo. Ho iniziato dai kart, fino ad arrivare in F1. Da bambino l’unica cosa che volevo era uscire da scuola e correre, sentire la velocità. I miei lo sapevano e mi hanno supportato, soprattutto mio padre”.

“Normalmente chiedo sempre l’autorizzazione (alla Ferrari) se ho in mente di fare qualcosa un po’ al di fuori dell’ordinario, ma nel caso del paracadutismo ho fatto un’eccezione. Perché? Beh, mi sono detto che nel caso in cui ci fossero stati problemi non credo avrei avuto l’opportunità di essere rimproverato…. Quando si è saputo del lancio si sono un po’ arrabbiati (in Ferrari) ma non lo farò una seconda volta, è stato stupefacente, ma non mi lancerò più”.

“Il circuito più difficile? Forse Suzuka, è una gara molto tecnica. Se manchi una curva, poi ti ritrovi in ritardo in tutto il giro. Come Singapore, una delle corse più difficili. Penso sia anche la più lunga, dura quasi due ore”.

“Il momento più bello della mia carriera fin qui? La vittoria di Monza, sicuramente. E’ stata una gara molto difficile. Avevo molta pressione, tutti volevano una vittoria Ferrari. Il lavoro era cominciato fin dal lunedì precedente, avevamo anche incontrato i tifosi a Milano. C’era molta pressione. Anche per questo è stato qualcosa di speciale. Ho realizzato davvero cosa vuol dire essere un pilota Ferrari e la passione che la gente prova per il brand. Descriverlo è impossibile. E’ bellissimo poter mostrare le mie capacità alla guida con questi colori”. 

“Ho imparato molto da Vettel. E’ estremamente professionale, guarda molto ogni singolo dettaglio. Oltre ad essere una persona molto simpatica. Stavamo lavorando bene insieme. Ovviamente, abbiamo avuto i nostri momenti in pista, in cui abbiamo imparato insieme, e speriamo che non accadano più cose come in Brasile, nella gara di Interlagos. Ma alla fine, penso che siamo abbastanza maturi per lavorare insieme e provare a sviluppare la macchina nel modo migliore. Dal modo in cui lavora con il team e gli ingegneri, ho imparato molto e ho ancora molto da imparare. Va molto nei dettagli, come ho detto, in cose che non avrei mai pensato potessero tornare utili agli ingegneri. A volte sono solo qui ad ascoltare per un’ora quello che ha da dire sulla sessione. È molto, molto interessante”.

“Se vincerò il titolo 2020? Lo spero, anche se sarà molto difficile. Sicuramente si prospetta una stagione molto importante, in cui i team investiranno molto, perché nel 2021 arriverà il limite di budget. Cercherò di essere il più pronto possibile per il 2021 perché penso che sarà un grande anno. Speriamo di lavorare correttamente con il team per costruire l’auto migliore e per poter vincere il campionato”.

“Con chi sogno di poter correre? Zero dubbi, Ayrton Senna. È l’unico vero idolo che ho avuto e che ho, anche se non l’ho mai visto correre nella vita reale. È stata una persona che mi ha ispirato molto, quindi non avrei dubbi: Ayrton”.

“A cena con? Daniel Ricciardo, un buon amico e decisamente simpatico; Pierre Gasly, mio grande amico, e probabilmente a questo tavolo aggiungerei James Hunt. Mi hanno detto che era una persona divertente, e mi sarebbe piaciuto avere la possibilità di conoscerlo meglio”.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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