#LeMans66 istruzioni per l’uso… Certo quel #Ferrari in tribuna…

Christian Bale in Twentieth Century FoxÕs FORD V. FERRARI.

“La storia è leggendaria perché questi uomini hanno sfidato Dio e hanno vinto, non è così? Dio era Enzo Ferrari: era un genio, un Golia per reputazione e stile, un mito nel mondo delle corse. E questo piccolo gruppo di emarginati, grazie al sostegno di Ford e nonostante l’interferenza di Ford, lo ha battuto”. In queste parole di Christian Bale il succo di Le Mans 66, la Grande Sfida il filmone in arrivo in Italia il 14 novembre per @20thFoxItalia.

Le Mans ’66 che negli Stati Uniti è uscito con il titolo Ford vs Ferrari si candida a diventare uno dei migliori film sulle corse mai realizzati. Non un docufilm (vedi il mitico Senna), ma un film hollywoodiano vero e proprio in perfetto stile Rush. D’altra parte il regista James Mangold e gli interpreti Matt Damon e Christian Bale non hanno bisogno di presentazioni. Senza contare Remo Girone nei panni di Enzo Ferrari.

La storia del film ripropone la storia della 24 ore di LeMans del 1966, quella della grande rivincita Ford contro Ferrari, già narrata dal libro Go like Hell di AJ Baime. Erano anni in cui Lee Iacocca per riportare in auge la Ford aveva individuato nelle corse l’arma vincente. Aveva anche tentato di acquistare la Ferrari e le trattative tra gli americani e il commendatore erano andate avanti a lungo fino a che Ferrari, compreso che non avrebbe avuto la libertà e i capitali che voleva per gestire il reparto corse, fece saltare tutto. Era il 1963, l’offerta era di 18 milioni di dollari. Ferrari decise di andare avanti da solo (poi nel 1969 l’accotdo con Fiat), mentre Henry Ford commentò: “Molto bene. Correremo contro di lui e lo batteremo“.

Ecco la storia del film:

Nel 1959 Carroll Shelby (Matt Damon) è all’apice del successo, dopo avere vinto la più difficile fra le gare, la 24 Ore di Le Mans. Ma il trionfo è presto seguito da una notizia devastante: i dottori gli comunicano che, a causa di una grave patologia cardiaca, non potrà mai più correre. Shelby è un uomo dalle risorse illimitate e si reinventa un lavoro come progettista e venditore di automobili in un magazzino di Venice Beach, con un team di ingegneri e meccanici di cui fa parte come collaudatore dal carattere decisamente irascibile Ken Miles (Christian Bale). Miles, premiato pilota britannico e devoto padre di famiglia, è un asso del volante, ma è anche brusco nei modi, arrogante e poco incline al compromesso.

Quando le Shelby a Le Mans si piazzano alle spalle delle auto di Enzo Ferrari (Remo Girone), la Ford Motor Company ingaggia il giovane visionario per progettare una macchina da corsa rivoluzionaria, in grado di battere la Ferrari nella 24 ore. Shelby, Miles e il loro team eterogeneo e poco organizzato combattono le ingerenze della casa automobilistica, le leggi della fisica e i loro demoni personali, riuscendo a sviluppare un veicolo straordinario, capace di sbaragliare tutti.

“La sfida era trovare il modo di ripercorrere la storia facendo provare al pubblico la passione, il cameratismo e l’energia dei piloti, dei progettisti, dei meccanici e dei tecnici, ma senza legarla al cliché della vittoria nella corsa – racconta Mangold – Pensavo che, se fossimo riusciti ad approfondire questi personaggi unici, vincere o perdere la gara avrebbe avuto un’importanza secondaria rispetto a vincere o perdere la vita”.

Fin qui la storia. Ora qualche istruzione per l’uso:

  • La storia, seppure raccontata dal punto di vista americano, è fedele alla realta anche se non vuole essere la ricostruzione strica di quella edizione della 24 ore, ma il accont deli uomini che c’erano dietro a cominciare da Ken Miles.
  • Il film che dura 2h32′ (ma la prima versione era superore alle 4 ore) è stato girato tra l’estate e i primi giorni dell’autunno 2018 in California, in Georgia e naturalmente a Le Mans anche se in Francia più che le scene in circuito sono state girate quelle relative all’arrivo delle vetture e alle verifiche tecniche in piazza dei Giacobini.
  • Al film hanno partecipato come stunt e controfigure Alex Gurney, figlio di Dan e Derek Hill, figlio di Phil campione del mondo 1961 con la Ferrari e in pista davvero in quell’edizione della 24 ore.
  • Enzo Ferrari è interpretato da Remo Girone. La somiglianza è passabile. Improponibile è inventato invece il fatto che Ferrari fosse in tribuna a LeMans il giorno della gara. Ferrari quasi mai si allontavana da Maranello. Il regista si è preso una licenza poetica, diciamo così e fa rendere omaggio a Miles direttamente da Ferrari. Basta non fare gli schizzinosi e pensare che siamo a Hollywood.
  • Le auto impiegate per le riprese sono una trentina tra Ford, Ferrari e Porsche. Riprese statiche a parte dove sono state utilizzate anche auto originali, si tratta di 34 repliche realizzate dalla Superperformance di Irvine in California.
  • Lo scenografo François Audouy ha avuto il compito di ricreare una varietà di luoghi reali per il film, dal quartier generale della Ford Motor Company a Dearborn (Michigan) all’officina della Shelby American, inizialmente a Venice (California), quindi nella più ampia struttura al Los Angeles International Airport
  • Praticamente tutte le sequenze sono state girate in esterni. Per le scene iniziali, ambientate nel famoso Ford River Rouge Complex a Dearborn (Michigan), la produzione ha effettuato le riprese all’interno di un’acciaieria del secolo scorso situata a Downtown Los Angeles. La struttura di circa 1.400 metri quadrati è stata trasformata impiantandovi una catena di montaggio e un nastro trasportatore, e diventando l’imponente fabbrica automobilistica in cui nel 1963 le Ford Falcon venivano assemblate.
  • Per queste scene in fabbrica occorrevano 20 Ford Falcon da mostrare a vari stadi di lavorazione. Anziché costruirle da zero, il coordinatore del reparto automobili Rick Collins ha passato al setaccio Craigslist, eBay e altri siti di auto usate in cerca delle Ford Falcon d’epoca. Queste, poi, sono state svuotate completamente e riallestite internamente in modo da creare l’illusione che i veicoli azzurri fossero nuovi, appena usciti dalla catena di montaggio.
  • “Le auto sono tutte vere”, dichiara Audouy. “Niente vetroresina, sono tutte di metallo e totalmente restaurate. Anche la vernice è la stessa della gamma colori utilizzata dalla Ford nel 1963”.
  • Gli esterni della fabbrica Ferrari e gli interni dell’ufficio di Enzo Ferrari sono stati filmati alla Lanterman Development Facility di Pomona (California). Le pareti esterne e il cortile interno sono quasi uguali a quelli di Maranello.
  • Il reparto artistico ha costruito una replica esatta dell’ufficio di Enzo Ferrari, con le finestre che affacciano sul cortile dove sono
  • parcheggiate due Ferrari: una copia della California Modena Spider del 1961 e una vera Silver Ferrari 275 GTB del 1966, presa in prestito da un collezionista locale.
  • Uno degli elementi distintivi del quartier generale della Ferrari sono i cancelli della fabbrica; il team del reparto scenografie ne ha costruito una replica. “Sono come i cancelli di ‘King Kong’ o di ‘Jurassic Park’”, afferma Audouy. “Li vedi e pensi subito ‘Ferrari’”.
  • Per ricreare la fabbrica originale della Shelby American, Inc. su Princeton Avenue a Venice (California), la produzione ha trovato un magazzino in mattoni a due piani e con un cortile interno nel quartiere di Chesterfield Square a South Los Angeles.
  • Gli architetti di scena hanno riportato indietro nel tempo la struttura vuota di oltre 1.000 metri quadrati, utilizzando vari oggetti e accessori tipici di un’officina meccanica: cric, chiavi inglesi, riviste automobilistiche, oltre a trofei, tavole da surf e biciclette.
  • Per completare gli arredi, sono state noleggiate dodici Shelby Cobra pre-1966, varie MKI e MKII, e una Shelby Cobra decappottabile come auto personale di Carroll Shelby.
  • Il tracciato attuale di LeMans non somiglia più a quello del 1966, quindi il percorso e le tribune sono stati ricreati da zero.
  • Le dozzine di auto che in passato hanno gareggiato a Le Mans hanno oggi un valore incalcolabile, sono pezzi da museo o appartengono a collezionisti privati e vengono battute alle aste a decine di milioni di dollari, quindi è stato necessario costruirne delle repliche.
  • Per il tracciato della gara, il team della produzione doveva trovare una regione che somigliasse alla valle della Loira in Francia (la ricerca li ha alla fine condotti in un’area rurale della Georgia) e un luogo dove costruire le grandi tribune e i box di Le Mans.
  • “Ci sono voluti mesi e mesi di lavoro”, afferma Audouy. “Dovevano esserci le vetture da corsa e gli stuntman. E poi gli effetti visivi, la pre-visualizzazione, gli storyboard — è stata una sequenza colossale. Non riesco a pensare a un altro film sulle corse automobilistiche altrettanto epico”.
  • La ricostruzione a grandezza naturale delle tribune sulla linea di partenza e arrivo, e tre ampi segmenti con altre tribune, il palco per i VIP, i box della Ford e della Ferrari e la tribuna per la stampa internazionale sono state fatte all’Agua Dulce Airpark, un aeroporto privato a Santa Clarita (California).
  • Il progetto ha preso spunto da oltre 300 fotografie d’archivio ottenute da varie fonti, tra cui gli organizzatori della 24 Ore di Le Mans
  • In Georgia sono state utilizzate tre location per rappresentare i tratti del circuito che nel 1966 percorrevano le strade di campagna: un tratto della Route 46 a Statesboro, il Grand Prize of America Race Track a Hutchinson Island e la Road Atlanta a Braselton. In queste tre città della Georgia sono stati decorati oltre otto chilometri di strada per ricreare il Circuit de la Sarthe, con centinaia di insegne d’epoca allineate lungo il percorso.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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