#Petrucci fa il #Dovizioso: estasi #Ducati al #Mugello

Danilo Petrucci e la Ducati hanno conquistato il Gp d’Italia a Mugello. Una giornata indimenticabile. Davanti a Marquez e al Dovi mentre il popolo giallo ha dovuto soffrire ancora con Valentino giù per terra.

“Metà di questa vittoria è per Andrea. Per come mi ha aiutato da quest’inverno. Mi spiace per lui che punta al Mondiale. Ma adesso che ho vinto la mia prima gara potremo concentrarci sul Mondiale e aiutare Andrea a conquistarlo”. Petrucci dedica il suo primo successo al Dovi. Poi, stimolato dai commentatori tv si lascia andare in un “Adesso che me lo dite proverò a vincere anche la prossima…”.

Il Petrus è un ottimo pilota e un bravo ragazzo. Un cucciolone o un orsacchiotto come dice Meda, che quando si piega lungo la carena della sua Ducati, diventa una bestia difficile da fermare. Lui e il Dovi sono diversi, ma questa Ducati va bene a tutti e due ed è un altro assegnarle della maturità della casa.

“Perché Petrucci dicevano in tanti? Oggi lo avete visto perché Petrucci”, manda a dire Danilo che è stato spesso bersagliato in questi mesi perché non ritenuto all’altezza. Lo hanno messo in croce e lui, proprio nella gara di casa, con quel mare di tifosi sotto di lui, si è preso una rivincita che vale oro. Una giornata da ricordare e raccontare.

Il Gp d’Italia al Mugello è una di quelle gare che si fissano nella memoria e non se ne vanno. Perché vedere le Ducati fare le regine, prima e terza, con Marquez in mezzo è una bella goduria. Anche se per il mondiale sarebbe stato meglio veder vincere il Dovi… Ma vedere Petrucci davanti a tutti dopo l’influenza dei giorni scorsi, dopo le polemiche dei mesi scorsi, è una bella soddisfazione.

La Ducati ha regalato un tris da favola al Mugello: Dovizioso, Lorenzo, Petrucci. Tre vittorie di fila con tre piloti diversi in tre anni. Il massimo. “Danilo ha fatto una gara meravigliosa, ma è tutta la stagione che sta facendo bene”, dice Gigi Dall’Igna, l’uomo che ha tanti meriti in tutto questo rosso Ducati che c’è nell’aria.

Petrucci ha colpito con l’affondo decisivo proprio nel finale. Non ha avuto pietà, non ha avuto rispetto. Doveva provarci, doveva riuscirci. E quando alla prima curva dopo la staccatona in fondo al rettilineo ha visto il buco all’interno mentre il Dovi e Marquez si sportellavano, ha preso la scorciatoia per il Paradiso.

Peccato per Valentino in una domenica no per la Yamaha, lui ha avuto ancora la peggio. Prima una taglio nella sabbia, poi una scivolata. Fuori c’era un mare di bandiere gialle, ma non è bastato. I miracoli non gli riescono più. Ed un peccato vederlo perdere altri anni preziosi

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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