#PlayIssimo modo …Issimo di @fanticmotor di intendere la mobilità urbana

Fantic Motor, uno dei marchi che hanno scritto la storia del motociclismo italiano, presenta alla Tree House dell’Unicredit Tower di Milano il suo nuovo urban vehicle: ISSIMO. Un concept rivoluzionario che crea l’anello di congiunzione tra ciclomotori e veicoli a pedalata assistita: un e-vehicle dalla personalità magnetica, con un design che evoca il mondo motociclistico, la maneggevolezza di una bicicletta e l’impatto ambientale zero dell’alimentazione elettrica. ISSIMO apre un nuovo capitolo della mobilità green.

Partiamo dal nome ISSIMO che può tranquillarmente far rima con FICHISSIMO. Tanto per usare uno slang giovanile per un prodotto diretto però a tutti. Ai giovani sfrutatti per le immagini pubblicitarie, ma anche ai vecchi miti come Francesco Moser uno che di motori elettrici non ha mai avuto bisogno in vita sua, ma che da quando ha raggiunto i 60 racconta di far spesso ricorso ad una bici con pedalata assistita per raggiungere i traguardi che prima tagliava senza neppure alzare il battuto del suo cuore da atleta. “Perchè se non pedali non vai avanti”, sottolinea il mito.

Non è uno scooter, non è una moto: è una bici con pedalata assistita, un nuovo oggetto per una mobilità sempre più verde e sempre più salutare. Io mi sono innamorato delle bici a pedalata assistita un paio di anni fa perché mi hanno permesso di pedalare su salite che una volta potevo sognare di fare solo in discesa… Non sono motorini dove giri l’acceleratore e vai: se non pedali non ti muovi. Tutta salute.

Fantic è un’azienda che ha quasi 51 anni, ma che dal 2014, da quando è diventata al 100% di VeNetWork ha cominciato una nuova vita passando da 6 a 87 persone e da zero a 45 milioni di fatturato. Si passa dalle moto da cross al Caballero fino alle e-bike dove Fantic è già presente da prima che diventassero di moda.

Design, Innovazione e Trend sono le parole d’ordine di Fantic, ben sintetizzate da ISSIMO che colpisce subito l’occhio con le sue linee particolari e il suo concetto unico di personalizzazione (come le cover di uno smartphone). Il è dominato dalla geometria del bellissimo telaio a traliccio a vista, pressofuso in lega di alluminio ad elevata resistenza, completato con le cover laterali del telaio, disponibili in numerose colorazioni, facili da applicare e da sostituire, per creare abbinamenti personali e cambiare con un gesto la personalità del proprio ISSIMO.

Estetica, ma anche contenuti tecnici:

  • forcella ammortizzata, sempre in alluminio, con un’escursione di 80 mm.
  • peso in poco più di 30 kg
  • cambio epicicloidale Shimano Nexus a 5 velocità è studiato specificamente per le ebike,
  • per la sua robustezza e durata. Inserito nel mozzo posteriore, non richiede
  • manutenzioni particolari e assicura la massima fluidità
  • Motore elettrico di ultimissima generazione, con una potenza massima di 250 Watt, 36 Volt e una coppia di 80 Nm, con 100 km di autonomia e ricarica completa in 3 ore
  • lo sterzo FSA e le ruote FAT da 20” x 4.0, a prova di buche, pavé e binari del tram.
  • Freni a disco idraulici da 180 mm di diametro, sia all’anteriore, sia al posteriore
  • Prezzo da 2990 euro

Due versioni: Urban e Fun (stesso prezzo, cambiano solo i pneumatici, tassellati o no)

ISSIMO Urban è la soluzione perfetta per chi vuole usare il veicolo in città e come mezzo di trasporto di tutti i giorni, per raggiungere il lavoro o l’università. Gli pneumatici hanno una scolpitura adatta all’asfalto e il parafango posteriore lungo è predisposto per l’applicazione di una borsa.
ISSIMO Fun è l’ideale per chi non rinuncia a uscire dalle strade battute e si differenzia
per il “codino” sportivo corto e le ruote tassellate, che consentono un sicuro grip anche
dove l’asfalto finisce.

Esisteranno poi due versioni da targare che in pratica diventeranno dei veri e propri motorini. Ma quello è un altro discorso.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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