#RussianGp istruzioni per l’uso di Sochi pista #Mercedes. Finora…

Back to back in Formula 1. Due gare in una settimana. Da Singapore alla Russia con una Ferrari che ci arriva dopo tre vittorie di fila per cercare la quarta su una pista dove ha sempre vinto Mercedes. La gara (su Sky) scatterà alle 13.10 ricordatelo…

Istruzioni per l’uso del #RussianGp

  • Dal 27 al 29 settembre il Sochi Autodrom ospita il 16° appuntamento del Mondiale 2019 di Formula 1. ​
  • Nel 2010 è stato siglato il contratto per ospitare il GP Russia a Sochi e 4 anni dopo il circuito è stato completato. ​
  • Disegnata dall’architetto Hermann Tilke, la pista è una delle più lunghe del Mondiale (5.848 metri) e impiega per 1,7 km strade solitamente aperte al traffico. ​
  • Per questa ragione, le prestazioni delle monoposto aumentano con il passare delle sessioni, man mano che l’asfalto si gomma. ​
  • Realizzato all’interno del Parco Olimpico usato per i Giochi Olimpici Invernali del 2014, si contraddistingue per la curva 3 che con i suoi 650 metri è la più lunga dell’intero Mondiale.
  • La Curva 3, la più impegnativa del tracciato. Si tratta di un curvone a sinistra con diversi punti di corda, simile per certi aspetti a Curva 8 di Istanbul. Su questo tracciato, che enfatizza soprattutto trazione e frenata, il pneumatico anteriore destro è quello maggiormente sollecitato.
  • Una delle peculiarità di Sochi è sicuramente l’asfalto liscio: nel 2014, primo anno del Gran Premio di Russia disputato su questo tracciato, Nico Rosberg completò praticamente l’intero gran premio su un solo set. Da allora, l’asfalto si è evoluto ed è diventato più rugoso: questi fattori, insieme a un layout non particolarmente severo, rendono questo circuito poco impegnativo per i pneumatici.
  • Nel 2018, le tre mescole Pirelli nominate erano soft, ultrasoft e hypersoft. Quest’anno, la nomination più dura dovrebbe permettere ai piloti di spingere al massimo in ogni stint e di affrontare l’evoluzione del tracciato, senza concentrarsi esclusivamente sulla gestione del passo gara.
  • Quella a una sosta è la strategia storicamente più utilizzata: nel 2018, Lewis Hamilton (Mercedes) ha vinto con una tattica ultrasoft-soft dopo essere partito 2°, mentre Max Verstappen ha usato la strategia opposta (soft-ultrasoft) per rimontare dall’ultima posizione in griglia fino alla 5ª finale.
  • Il meteo a Sochi può essere variabile in questo periodo: nel 2018 ha piovuto poco prima della gara, mentre gli altri anni è stato soleggiato. Al momento le previsioni indicano un’elevata probabilità di pioggia.
  • Mercedes ha vinto tutte le gare disputate in Russia, comprese le prime due edizioni a San Pietroburgo nel 1913 e 1914.
  • Secondo i tecnici Brembo, che hanno classificato le 21 piste del Mondiale, il Sochi Autodrom rientra nella categoria dei circuiti più impegnativi per i freni. In una scala da 1 a 5 si è meritato un indice di difficoltà di 4.​
  • Il leader del Campionato, Lewis Hamilton ha scelto un numero di set di pneumatici diverso da tutti gli altri piloti: un set di C2 White hard, 4 di C3 Yellow medium e 8 di Red soft.
  • Il tempo speso in frenata ogni giro è di 15 secondi, pari al 16 per cento della durata complessiva della gara, un valore in linea con buona parte delle altre gare. ​
  • Particolarmente alta è invece la media delle decelerazioni massime sul giro (4,1 g) che dipendono dalla presenza di 10 frenate, tutte con decelerazioni di almeno 2,8 g. ​
  • L’energia dissipata in frenata: di 179 kWh.​
  • Dalla partenza alla bandiera a scacchi ciascun pilota ricorre ai freni almeno 530 volte, esercitando un carico totale sul pedale di 43 tonnellate e 8 quintali. ​
  • In altre parole, ciascun pilota esercita un carico di oltre mezzo quintale al minuto. ​
  • Delle 10 frenate del Sochi Autodrom 2 sono classificate come impegnative per i freni, 5 sono di media difficoltà e le restanti 3 sono light. ​
  • La staccata più impegnativa è quella alla curva 2: le monoposto vi arrivano a 333 km/h e frenano per 1,82 secondi per entrare in curva a circa 131 km/h. Ci riescono in soli 107 metri. ​
  • Notevole lo sforzo richiesto ai piloti: 142 kg di carico sul pedale e 6,1 g di decelerazione. ​
  • Quasi altrettanto dure per i freni Brembo sono anche le curve 13 (da 333 km/h a 112 km/h) e 5 (da 288 km/h a 153 km/h), caratterizzate da decelerazioni rispettivamente di 5,4 g e 4,8 g. In entrambi i casi le monoposto generano in frenata una potenza frenante massima superiore a 1.500 Kw: addirittura 2.668 Kw alla curva 13.​

“Dopo il ritorno del Gran Premio in autunno, avvenuto lo scorso anno, sarà molto interessare vedere se ci saranno cambiamenti rispetto alla passata edizione – ha commentato Mario Isola responsabile racing di Pirelli – A Sochi portiamo C2, C3 e C4, le tre mescole a metà della gamma: una selezione più dura di uno step rispetto al 2018 che dovrebbe adattarsi molto bene ad un’ampia varietà di condizioni. Questo circuito enfatizza soprattutto i carichi longitudinali, anziché quelli laterali, con un’ampia evoluzione del tracciato durante tutto il fine settimana. Una delle chiavi per ottenere un ottimo risultato è trovare il set-up e la strategia migliori per affrontare al meglio le diverse condizioni di gara. Nel 2018 Valtteri Bottas ha firmato il nuovo record assoluto del tracciato: vediamo se sarà ulteriormente abbassato quest’anno”


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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

3 Comments

  1. Per far vincere i rossi in russia tutti i piloti Honda penalizzati e la zona drs allungata per favorire i motori fiat ..ma dai esiste solo una parola..mafia

    1. Tesi fantasiosa

  2. Basta leggere quello che hanno scritto i giornalisti..o no?

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