#Schumi50: ecco la app con le Schumoji

Benvenuti nella app ufficiale dedicata a Michael Schumacher nel giorno del suo 50esimo compleanno. Un omaggio per i tifosi che possono sentire la voce del loro idolo e quella delle auto che ha guidato durante la sua carriera. Tutto gratuito se non volete accedere alla parte dedicata all’e-commerce o alle Schumoji la cui app dedicata costa 1,99 euro. Un omaggio ai tifosi, ma anche un business per la fondazione Keep Fighting. Credo sia giusto così. Nulla da obbiettare.

La app dedicata a Michael Schumacher è molto semplice, ma anche ben fatta. È un bel viaggio nella vita e nelle vittorie del campione tedesco che il 3 gennaio ha compiuto 50 anni (Il mio ricordo personale) . Ordinata, curiosa. Un buon punto di partenza perché poi il difficile sarà continuare a riempirla di contenuti. Comunque da scaricare per chi lo ha amato e lo ama ancora.

La schermata iniziale vi porta dove volete:

  • The Champion
  • Racing
  • Michael Schumacher Private Collection
  • Keep Fighting Foundation
  • Schumoji

Cliccate su The Champion e potrete scegliere tra l’intervista Michael registrata pochi mesi prima dell’incidente; un giro di pista sulla pista di kart di Kerpen dove la leggenda è cominciata; le piste dove ha gareggiato in Formula 1 con relative statistiche; i suoi record; le sue statistiche in F1

Cliccate su Racing e trovate il sito ancora in costruzione

Cliccate su Michael Schumacher Private Collection e potrete scegliere tra un bellissimo virtual tour nel museo di Colonia; un guida audio al museo ancora in costruzione; l’elenco delle auto esposte con relativa scheda, visione a 360° e registrazione del motore; la sezione Friends and Rivals con la testimonianza di una persona per ogni stagione (da Vettel a Massa; da Montezemolo a Briatore e così via); e lo shop.

Restano poi le sezioni sulla fondazione e sulle Schumoji (venite rimandati all’apple store).

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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