#Valentino 400, è giusto far festa

Domenica mattiva Valentino Rossi correrà il suo Gran premio numero 400. Provate a contare da uno a 400 e capirete quati sono. Il viaggio è stato lungo e trionfale tanto che il bambino di Tavullia oggi a 40 anni e ancora tanta voglia di continuare.

Domenica non sarà solo il suo 400° gran premio, potrebbe anche essere il 44° di fila senza una vittoria che manca ormai dal Gp d’Olanda del giugno 2017. Eguaglierebbe il vecchio record a cui tiene di meno l’astinenza da vittoria durata 44 gare ai tempi della Ducati tra il Portogallo 2010 e la Catalogna 2013.

Dalla Malesia 1996 all’Australia 2019 sono 400 gran premi. Tanta strada, tante vittorie. Il bilancio non può che essere positivo anche perchè dietro ai numeri c’è soprattuto il fatto che Valentino è riuscito a far entrare il motociclismo in tutte le case del mondo (non solo in Italia) e non solo in quelle degli appassonati.

Quando un giorno si deciderà a lasciare, è questo di cui tutti dovremo ricordarci. Della popolarità che ha regalato al suo sport, ricevendone in cambio gloria e denari, d’accordo. Ma il valore che ha dato al MotoMondiale non ha paragoni. Grazie a Vale e alle tv che oggi trasmettono tutto di un weekend di gare (e al lavoro di siti, social e giornali) la moto ha davvero oltrepassato ogni confine.

Oggi quando parli di Valentino la domanda è sempre la stessa: non farebbe meglio a smettere? Io dico che solo lui può sapere quando sarà il momento giusto. Fin che si diverte fa bene a continuare. Quello che possiamo chiederci noi al massimo è come faccia a divertirsi lottando (e cadendo) per una decima posizione. Lui che in carriera ha vinto 115 volte in 399 gare…

Tocca a lui rispondersi. Onestamente. Le sta provando tutte per tornare competitivo. Sta cambiando le persone che lo circondano, sta cambiando lo stile di guida, gli stanno modificando la moto. Ecco, credo che se nel 2020 non dovesse trovare la competitività perduta, allora capirà che il momento è arrivato.

La vita sarà bella anche senza salire in moto. Lo chieda a Giacomo Agostini.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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