#Villeneuve 70: perchè #Gilles è ancora così amato da tutti

Il famoso scatto di Gilles e Enzo Ferrari di Ercole Colombo (dalla mostra wow gilles!)

Gilles Villeneuve oggi compirebbe 70 anni. La sua stella che si è spenta l’8 maggio 1982 continua a splendere nella memoria di chi lo ha amato e apprezzato. Ancora oggi è uno dei piloti che più scalda il cuore dei ferraristi. Perché?

La risposta sta tutta in alcune parole di poche lettere. Perchè Gilles era

  • Puro
  • Vero
  • Leale
  • Folle

ma soprattutto, era coraggioso e correva con il cuore senza risparmare se stesso o la sua auto.

Io a Jacques devo gran parte della passione per la Formula 1. Cominciata con Niki, esplosa con lui che era l’opposto di Lauda. Gilles ti teneva incollato alla televisione perchè di sicuro qualcosa si sarebbe inventato. Se non aveva una Ferrari per vincere faceva il matto. Se ce l’aveva e non la rompeva, beh il trionfo era assicurato anche se poi quando vai a vedere l’albo d’oro ti rendi conto che ha vinto soltanto 6 gare…

Mauro Forghieri è convinto che non sarebbe mai diventato campione del Mondo. Lo racconta anche nella registrazione che vi propongo qui sotto e che è tratta da Rosso Ferrari il podcast sulla storia del Cavallino realizzato per https://www.storytel.com/it/it/cerca-rosso+ferrari

Non so se Forghieri ha ragione, ma è difficile trovare qualcuno che lo conosca meglio. L’impressione è che se Gilles fosse riuscito a sfuggire a Zolder, avrebbe comunque trovato un’altra curva a fermare il suo volo. Rischiava troppo. Rischiava tutto.

Al contrario di Jacques che in compenso ha vinto tanto. In America e in Formula 1. Lui ha dato alla famiglia quel Mondiale che Gilles meritava per come ha fatto sognare i suoi tifosi.

Ed ora un po’ di storia nelle parole di Enzo Ferrari che tanto lo ha amato: “Quella di Villeneuve fu un’assunzione a sorpresa, che scatenò un plebiscito di critiche, forse giustificate in quel momento. Di Gilles avevo avuto informazioni da un amico che risiede in Canada, da Chris Amon e da Walter Wolf, che si era valso di lui per alcune gare della categoria CAN-AM. Lo vidi poi in televisione, in corsa a Silverstone su una McLaren. La sua origine era curiosa: idolo delle motoslitte e vincitore del campionato Atlantic. Presi la decisione di ingaggiarlo indotto dalla convinzione che con un’adeguata preparazione è possibile, se esistono predisposizioni e talenti naturali, «costruire» un pilota. Villeneuve con il suo carattere ha già conquistato le folle. Con le sue audacie nuvolariane, se supererà alcune ingenuità, diventerà un grande campione”.

Anche il racconto di Piero Ferrari è molto istruttivo: “Mio padre non ebbe più dubbi, e convocò Villeneuve a Fiorano per un test. Noi eravamo abituati al metodico Niki Lauda, uno che rispettava la macchina e le sue caratteristiche. Quel mattino ci ritrovammo in casa un pazzo che aveva con le auto un rapporto selvaggio: le sfruttava, le consumava, le faceva vibrare fino a portarle al limite. Era come se in quello spremerle fino all’esaurimento, oltre alla velocità cercasse, tra le lamiere e i pistoni, nel groviglio inestricabile di metallo e asfalto, la bellezza e l’armonia di un gesto sublime. Dopo i primi cinque giri su una nostra macchina, quando ne discese, fumava tutto: ruote, gomme, assi. Ricordo bene lo sguardo sgomento di Forghieri. E non aveva ancora visto niente. Ci rendemmo conto davvero di quel che avevamo combinato nel vedere Gilles concludere il primo test ufficiale. Quando dal box gli arrivava l’ordine di rientrare dopo l’ultimo giro, lui cominciava a fare i testacoda sul circuito, o dei salti sui cordoli. O tutte e due le cose insieme. Era uno spettacolo, peccato che finisse per spaccare quasi sempre il semiasse. Mio padre ebbe una reazione imprevista. Fu come se guardando quel ragazzino divertirsi a demolire le sue macchine, improvvisamente si fosse reso conto che tutti quegli anni di Lauda, tutte quelle cautele, quei tatticismi nelle gare, gli fossero venuti a nausea. Quella furia indomabile di Gilles lo esaltava“.

Gilles e Pironi https://topspeed.blog/pironi-lamico-di-gilles-diventato-traditore/

Ricordiamo Gilles https://topspeed.blog/ricordando-gilles-37-anni-dopo-cerchiamo-il-nuovo-villeneuve/

Dino e Gilles http://topspeed.gazzetta.it/2018/01/18/meneghin-e-villeneuve-il-giorno-dei-giganti/

Se volete approfondire vui consiglio il volume Machina https://www.formulapassion.it/machina/machina-book/gilles-villeneuve-machina-2-arriva-a-casa-tua-f1-ferrari-forghieri-451604.html

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

1 Comment

  1. sarà per sempre il canadese volante! Un pilota puro, nato per sedersi in quell’abitacolo e correre, sempre e comunque, anche con tre gomme.

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