#Volvo e l’elettrico: prime visioni della XC40. Meno è meglio…

Volvo XC40 BEV design sketch

A volte è proprio vero che “meno è meglio”: il SUV Volvo XC40 a batterie, la prima auto a trazione esclusivamente elettrica di Volvo Cars che verrà presentata a breve, dimostra come sia possibile migliorare le vetture Volvo eliminando alcune cose.

Il mondo dell’auto ha cominciato una rivoluzione che entro il 2050 cambierà definitivamente il concetto di mobilità, una rivoluzione paragonabile a quella che portò le vetture a motore a prendere il posto delle carrozze trainate dai cavalli. E le auto stesse non cambieranno solo i motori, cambieranno proprio il loro aspetto.

Adesso che cominciano a vedersi auto nate solo per essere elettriche, già comincia a vedersi la differenza. Volvo ha provato a raccontarcelo preparando il terreno alla XC40 elettrica che verrà presentata a metà ottobre.

Le auto non hanno più bisogno di terminali di scarico o di un’ampia griglia frontale per facilitare il raffreddamento, mentre la rimozione del motore endotermico libera spazio sotto il cofano anteriore che si può sfruttare per aumentare ulteriormente la capacità di carico.

“Il design scandinavo si basa su criteri quali la chiarezza visiva e la riduzione del numero di elementi. La XC40 ne è un esempio perfetto,” ha spiegato Robin Page, responsabile del design presso Volvo Cars. “La sua linea grintosa e immediatamente riconoscibile diventa persino più filante e più moderna nella versione esclusivamente elettrica. Potendo eliminare la griglia anteriore, abbiamo reso il muso della vettura ancora più sobrio e avveniristico, mentre lo stesso effetto viene creato dall’assenza dei terminali di scarico nella sezione posteriore. Questo è l’approccio che intendiamo approfondire man mano che proseguiamo sulla strada dell’elettrificazione.”

Un’esclusiva griglia frontale coperta e in tinta con la carrozzeria conferisce alla sezione anteriore dell’auto una chiara identità visiva, resa possibile proprio dal fatto che una vettura elettrica necessita di un flusso d’aria minore per il raffreddamento. Inoltre, la griglia ospita, disposti ordinatamente, i sensori della nuova piattaforma di sistemi di assistenza alla guida ADAS (Advanced Driver Assistance Systems).

Inclusa la nuovissima tinta metallizzata Sage Green (verde salvia), sono otto le tonalità della carrozzeria disponibili per una personalizzazione della XC40 elettrica, mentre il tetto a contrasto di colore nero viene fornito di serie. Un’altra possibilità di personalizzazione è rappresentata dai nuovi cerchi disponibili nella versione da 19” e 20”.

Volvo XC40 BEV design sketch

All’interno, una nuovissima interfaccia utente sviluppata specificamente per le vetture elettriche fornisce al conducente informazioni aggiornate su aspetti importanti quali il livello di carica della batteria, mentre gli allestimenti interni si distinguono per i dettagli stilistici sportivi e per i rivestimenti realizzati con materiali riciclati.

La XC40 a batteria, già anticipata dal prototipo elettrico 40.1 presentato nel 2016, è anche l’esempio di uno sviluppo ingegneristico intelligente da parte di Volvo. Basato sulla Architettura Modulare Compatta (CMA), concepita sin dall’inizio per l’elettrificazione, il pacco batterie è integrato nel pavimento dell’auto e non porta via spazio all’interno.

Ciò significa che tutto lo spazio di stivaggio idoneo e funzionale attorno all’abitacolo viene mantenuto e resta una delle caratteristiche più interessanti della XC40. Un approccio ingegnoso e radicalmente nuovo al design dell’abitacolo offre, fra l’altro, a chi guida una XC40 più aree di stivaggio funzionali nelle portiere e sotto i sedili, un gancio a scomparsa per sacchetti e borse di piccole dimensioni e un cestino per rifiuti estraibile nel tunnel centrale.

In esclusiva assoluta sulla XC40, lo speciale vano di carico ubicato sotto il cofano anteriore offre circa 30 litri di capacità di carico supplementare perché il motore elettrico occupa meno spazio di un motore a combustione interna.

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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