#Zanardi 18 anni dopo l’incidente è sul podio Mondiale. Grazie Alex

Il 15 settembre del 2001 il cuore di Alex Zanardi si fermò sette volte dopo l’incidente del Lausitzring. E per sette volte ripartì. Il 15 settembre 2019 Alez Zanardi è ancora sul podio ai mondiali di handbike. Questa volta medaglia d’argento dopo i due ori conquistati nei giorni scorsi.

Oro a cronometro, oro a squadre. A quasi 53 anni Alex Zanardi sembra aver trovato la pozione dell’eterna giovinezza. Forse è una ricetta che sua moglie Daniela, il tesoro di famiglia, riserva per lui. Il terzo oro, quello individuale è rimasto d’argento, battuto dall’olandese de Vries che giocava in casa, ma che soprattutto ha 22 anni, meno della metà di Alex (che comunque a cronometro lo ha battuto…).

In agosto in Canada, Alex aveva vinto tre gare su tre in coppa del Mondo… Capito … Non molla mai…

Quando ho voglia di ottimismo, penso ad Alex.

Quando ho voglia di una buona notizia, penso ad Alex.

Quando ho bisogno di un po’ di carica per superare un ostacolo, penso ad Alex.

Io sono fortunato perchè Alex posso abbracciarlo e baciarlo, ma la cura Zanardi funziona anche se non lo conoscete di persona, anche se non lo frequentavate nella sua prima vita quando, come direbbe lui, era ancora tutto intero.

Sentire Zanardi fa bene al cuore, va bene alla mente. E’ sempre una gioia per come sa raccontarsi senza prendersi sul serio, per come ha saputo reagire a quello che la vita gli aveva riservato.

Prendete in mano un suo libro. Cercate un suo tweet, Andate su you tube a risentire qualcuo dei suoi interventi pubbici. Alex è un tesoro, ce ne vorrebbero mille come lui da mandare in tourneé nelle scuole.

Alex racconta di essere un uomo fortunato. Quello che gli ha riservato la vita dopo l’incidente, mai se lo sarebbe immaginato. Si è ritrovato dimezzato nel fisico, ma ingigantito nel cuore. Lo ha fatto con la forza di volontà, perchè è vero che i soldi lo hanno aiutato, gli hanno permesso di dedicarsi anima e corpo alle sue nuove sfide, ma Alex ci ha messo tutto se stesso, non ha mai risparmiato un millimetro di sudore. Avrebbe potuto sedersi, vivere una vita da conferenziere, invece a 53 anni è ancora lì a mulinare le braccia, a dare l’esempio,

Perchè se lo sport paralimpico oggi è guardato, rispettato e diventa un motivo di vita per molti ragazzi, il merito è anche di Alex e delle sue imprese da super uomo.

Grazie Alex

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

2 Comments

  1. Sig. zapelloni,
    Grazie dell’articolo.
    Anche lei ha merito nel raccontare Alex (non ho visto la notizia in giornali sportivi), per favore lo faccia ancora, anche quando non vinca niente – I benefici citati sono quasi gli stessi.
    E chiedo un’altra cortesia, la prossima volta che potra’ “abbracciarlo e baciarlo” lo faccia anche a nome mio.
    Grazie

    1. Con piacere

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