#Giovinazzi l’ora del riscatto sulla pista dove ha già vinto

Quando a Baku vinceva Giovinazzi

Tutti pazzi per Giovinazzi. Baku è un ricordo dolce per l’unico pilota italiano presente nel Mondiale di F1. L’AzerbaijanGp è una tappa fondamentale anche per lui dopo i primi tre gran premi della stagione, non proprio memorabili, con l’Alfa Romeo Sauber.

Baku è la pista giusta per risorgere. Perché la conosce bene, perché ci ha vinto due volte ai tempi della Gp2 con la Prema. Ma è anche una pista tosta, dove un minimo errore ti può sbattere a muro e far rientrare ai box con il morale sotto le scarpe.

“Oltre al solito allenamento, domenica scorsa ho visto anche Fabio Fognini vincere l’ATP Masters a Monte Carlo, quindi vado a Baku ancora più gasato e pieno di motivazioni. Ho dei bei ricordi su questa pista, che mi piace tanto e dove ho vinto due gare quando guidavo in GP2 con Prema. Spero di poter migliorare le mie prestazioni e tirar fuori il massimo potenziale dalla C38”, ha detto Antonio arrivando in Azerbaijan.

Peccato che la sostituzione di un particolare della centralina gli costerà 10 posizioni al via partirà molto probabilmente per ultimo… come nel 2016 in Gp2 quando vinse partendo dal fondo.

Credo che per lui sia importante fare finalmente il Giovinazzi. Finora ha gareggiato con il timore di sbagliare, la paura di rovinare la sua Alfa e la sua reputazione. Ma non correndo alla Giovinazzi non ha fatto il suo bene. I rumors sulla sua inadeguatezza hanno cominciato a girare. Ingiustamente. Perché Antonio ha le qualità per stare in Formula 1. Certo l confronto con Riakkonen è stato impietoso, ma Kimi sembra tornato in forma come un tempo e non è un compagno facile perché di aiuti proprio non te ne dà.

Giovinazzi aveva bisogno di togliersi un po’ di ruggine. Ha avuto anche una considerevole dose di sfiga (soprattutto in Cina). Adesso su una pista dove ha già dimostrato le sue qualità, ha la sua chance per risorgere. Speriamo che l’Alfa Romeo torni affidabile.

#TuttiPazziperGiovinazzi

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umberto zapelloni

Nel 1984 entro a il Giornale di Montanelli dove dal 1988 mi occupo essenzalmente di motori. Nel gennaio 2001 sono passato al Corriere della Sera dove poi sono diventato responsabile dello Sport e dei motori. Dal marzo 2006 all'aprile 2018 sono stato vicedirettore de La Gazzetta dello Sport

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